Home Politica Viterbo, “Casa Donetti”, il reality di plastica per “viterbesi con l’anello al naso”, la comunicazione-spot (con claque) di una asl allo sbando
Viterbo, “Casa Donetti”, il reality di plastica per “viterbesi con l’anello al naso”, la comunicazione-spot (con claque)  di una asl allo sbando

Viterbo, “Casa Donetti”, il reality di plastica per “viterbesi con l’anello al naso”, la comunicazione-spot (con claque) di una asl allo sbando

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Alla Asl di Viterbo sono convinti che per vendere una buona sanità bastano tre centesimi di merce e novantasette di tamburo. Dopo aver investito nell’ufficio stampa (?!) e “contrattualizzato” il gazzettino stra-local, la ASL prosegue a suon di slogan l’ attività di disseminazione di “idee” e “informazioni” dalle gambe corte allo scopo di indurre a specifici atteggiamenti e azioni, ovvero il conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo” (leggasi riconferma della nomina a DG).
La nostra azione, in antitesi alla propaganda, resta la pura e semplice esposizione dei fatti nella loro completezza,  ovvero la descrizione della realtà nella sua interezza, talvolta raccontata come una pasquinata. E così, di fronte all’annuncio dell’imminente lancio del reality di plastica “Casa Donetti”, non possiamo fare a meno di chiederci se alla ASL stanno perdendo il contatto con la realtà o se sono convinti che tutti i viterbesi abbiano l’anello al naso.
Eppure, i viterbesi hanno già mandato un loro messaggio chiaro e diretto, basta guardare il dato della migrazione sanitaria che non è mai stata così alta. Come se nulla fosse, continuando a raccontare imprese mirabolanti, ecco che la Direzione poco-Strategica ha un’altra “genialata” e lancia il reality “Casa Donetti”. Un programma televisivo che diventerà un cult mettendo in campo  registi e presentatori navigati, comparse e attori,  nani e ballerine. Un programma che ha tutta l’aria di voler autocelebrare in pompa magna nel tentativo di riconquistare la fiducia o la simpatia dei viterbesi.
Un reality nel quale non mancano i ricchi cotillon, ovvero i tablets per facilitare i contatti tra i ricoverati e i familiari (quando praticamente tutti hanno lo smartphone) oppure la TV gratuita (quando è già gratis) dove di TV funzionanti ce ne sono gran poche e gli spazi di socializzazione per fortuna (a questo punto) sono stati riciclati in ripostigli, ambulatori e medicherie. Annunci, slogan, propaganda. Una propaganda con la claque incorporata, sempre pronta a spellarsi le mani per applaudire un re nudo.
Un reality di propaganda che cerca di fare più rumore degli articoli che vedono la ASL Viterbo in cronaca nazionale per meriti negativi. Una ASL che si distingue anche dalle altre del Lazio per la percentuale di mortalità tra i pazienti positivi al COVID più alta della media del Lazio.
(r.g.)

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