Home Cronaca Viterbo capitale della cultura: ecco l’Accademia della Nocchia che tanta gloria diede alla Tuscia e con sì illustri cantori (chi? leggi e saprai)
Viterbo capitale della cultura:  ecco l’Accademia della Nocchia che tanta gloria diede alla Tuscia e con sì illustri cantori (chi? leggi e saprai)

Viterbo capitale della cultura: ecco l’Accademia della Nocchia che tanta gloria diede alla Tuscia e con sì illustri cantori (chi? leggi e saprai)

0
0

Eh sì, devo dire che in un mare di problemi e di arretratezze varie, permane nella gloriosa Tuscia qualcuno cui non sfuggì il ben del giudizio,  illustri cantori nel mondo e forse nell’universo tutto della beltade dell’anima e della prodigiosa fantasia creativa che caratterizza gli intellettuali della ricchissima zona tutta, onusti di talento.

Menti eccelse  che parlare fecero di sè le cronache di ogni parte del globo e che passeranno agli annali unite nella celebre,  unica Accademia della Nocchia, cui persino il giornale di Celleno e Graffignano dedicò pagine e pagine di incondizionato elogio.

Tra i componenti del luminosissimo cenacolo spiccano il nome in primis dell’ugola d’oro più amata dalle vaste platee filo-baritonali anche dei più sperduti sobborghi guatemaltechi, l’intellettual, politico, cantante, attivista gay (una tantum), opinionista, pensatore, twittatore perpetuo, fascinoso e intenso fine dicitore, narratore impagabile di novelle dialettali viterbesi in differita youtube, Alfonso Antoniozzi: un personaggio carismatico come nessun altro tra Santa Barbara e la Capretta che sarà anche  tra i protagonisti della prossima campagna elettorale per le comunali che risplenderà del suo eloquio che tutti rapisce appena profferito, con stanca supponenza, il primo verbo.

Poi non può essere che il turno dell’eroe rional-local, dell’interprete notissimo di hip hop letterario all’acqua cotta Antonello genius loci Ricci, l’unico argutissimo scrittore-monologhista- padre confessore, improvvisatore, autore di vasta fama guadagnata in decenni di esibizioni live, a non aver lasciato Viterbo negli ultimi 40 anni neanche per una scampagnata alla Cascata delle Marmore: un uomo tutto d’un pezzo, breve, ma dall’etrusco aplomb, che ha saputo come nessun altro forse diffondere nell’arco di 1- 2 km in linea d’aria le tante rilevanti peculiarità del suo talento.

E non poteva mancare in fondo il presentatore-scrittore- caffeinista-professore, movimentatore festival-sagra, pre-politico, sorriso per ogni occasione, notista Giorgio Nisini, una sorta di nuovo Simenon di provincia, capace con le sue mirabili opere di non azzeccarne una neanche con agente e casa editrice,  giallista mancato, intervistatore autoconvinto di irritante piacioneria suburbana.

Altri? Ce ne sono, certo che ce ne sono, ci torneremo, ora i fantastici tre di sopra meritavano la copertina, come non dedicargliela in toto?

(pasquale bottone)

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *