30 Settembre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, “Canepina o Spagna purchè se magna”, Forza Italia dalla rivoluzione liberale all’estinzione

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Come diceva il vecchio Karl, nel senso di Marx, “la storia si ripete due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa”.

Ci scusiamo per la citazione, che (ci rendiamo conto) può risultare ostica persino a chi nei partiti marxisti ha militato (ogni riferimento a Rico il Grande e Max Capo è puramente casuale), ma non abbiamo trovato niente di meglio per esemplificare la parabola discendente, sia a livello nazionale che soprattutto a livello locale, di un partito come Forza Italia che, poco meno di trent’anni fa, sembrava dovesse realizzare un’inedita “rivoluzione liberale” nel nostro paese.

Le notizie di queste ultime ore ci consegnano invece l’immagine di un partito senza bussola, in balia di badanti, amanti, figli, nipoti, petit traficant, politicanti di infimo livello e autentici ciarlatani.

Ieri il sito Dagospia ha scritto, senza ricevere uno straccio di smentita, che Berlusconi è stato candidato alla presidenza della Repubblica mentre in un letto d’ospedale lottava tra la vita e la morte. Cinismo o imbecillità?

Si parva licet, se è vero quello che si legge sui siti stra-local e locali, Forza Italia in loco non è messa molto meglio.

Tra le furbizie tattiche di Giulio Marini, le velleità da giocatore d’azzardo di Giovanni Arena (convinto, chissà da quale pessimo “consigliori”, che sia proponibile una sua nuova candidatura a sindaco), la fame di potere dello statista magnocanepinese Alessandro Romoli (che per una poltrona sarebbe disposto ad allearsi anche con Putin, figuriamoci con Rico il Grande & Co.) e le geniali idee del principino Battiston de Battistoni (un non meglio identificato imprenditore viterbese che capeggi l’intero schieramento di centro-destra: farà un appello a “Chi l’ha visto?” per trovarlo?), Forza Italia a Viterbo sta sprofondando, oltre che nel ridicolo, nell’assoluta irrilevanza politica.

Qualche giorno fa, abbiamo scritto che nel centro-destra viterbese siamo ormai al “tutti contro tutti”. Sbagliavamo: siamo ormai al “si salvi chi può”, al Canepina o Spagna purché se magna.

Ma se Forza Italia e le altre sigle del centro-destra viterbese credono di sopravvivere e di ritagliarsi piccole o grandi nicchie di potere grazie alla benevolenza dell’imperatore magnocanepinese Rico Panunzi, hanno fatto i conti senza gli elettori. Che sono molto meno fessi di quanto loro credano.

(Enrico Zemmurri) 

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