Home Cronaca Viterbo, Caffeina alla riscossa: erano 500, erano giovani e forti, ma poi ne arrivò solo una ottantina… La “chiamata alle armi” non riempie il Teatro Caffeina, Rossi continua a fare capricci e appelli ai “militanti”, ma i nodi sono ancora tutti lì
Viterbo, Caffeina alla riscossa: erano 500, erano giovani e forti, ma poi ne arrivò solo una ottantina… La “chiamata alle armi” non riempie il Teatro Caffeina, Rossi continua a fare capricci e appelli ai “militanti”, ma i nodi sono ancora tutti lì

Viterbo, Caffeina alla riscossa: erano 500, erano giovani e forti, ma poi ne arrivò solo una ottantina… La “chiamata alle armi” non riempie il Teatro Caffeina, Rossi continua a fare capricci e appelli ai “militanti”, ma i nodi sono ancora tutti lì

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Il direttore del Festival Caffeina Filippo Rossi aveva chiamato alle armi più di 500 persone con una apposita chat al grido di “Io voglio Caffeina”, ma all’appello ieri sera al Teatro Caffeina gli hanno risposto una ottantina: certo era una serata fredda invernale, siamo neanche ad un quinto dei convocati, chissà come l’avrà presa il diretto interessato.

Ma non è quello che fa testo, comunque (i numeri fanno testo solo per i velinari di regime che hanno un padrone da difendere con ogni banale rilevazione  contro i nemici), quello che colpisce è l’evanescenza di Rossi in forte aumento: ha una situazione economica critica societaria di 300 mila euro (lo ha ammesso lui stesso) ed invece di capire come fare per risolverla rilancia, punta i piedi, fa il preventivo per il futuro come se niente fosse accaduto,

La Fondazione Caffeina ha mostrato inefficienze amministrative macroscopiche, quelle innanzitutto vanno spiegate, prima di pretendere di accedere a nuovi finanziamenti pubblici: la creazione della nuova società con i nuovi soci non sarà una notizia fin quando non sarà annunciato pubblicamente che la situazione debitoria è stata sanata, i creditori sono stati pagati, anche i poveri precari che aspettano magari qualche migliaia di euro da anni.

Insomma questa guerra Rossi a chi la fa, a se stesso e ai suoi collaboratori? Chi è che gli vuole male se fa il bello e il cattivo tempo come operatore cittadino da ormai più di 15 anni?

E poi la chiamata alle armi, ripetuta anche ieri sera, alla militanza, cosa vuol dire ingrossare le fila del partito Caffeina, convincere qualche senza lavoro magari che “volontario è bello” a vita, creare un nemico per esistere e sopravvivere?

Forse un giornalista come lui noto a livello nazionale per i suoi trascorsi “finiani” ancora oggi dovrebbe evitare di scadere nella telenovela melodrammatica un po’ patetica, ci perdoni.

Non ci sono nemici, non ci sono guerre, Rossi deve mettersi d’accordo soprattutto con se stesso e la sua confusionaria voglia di fare che noi preferiremmo si concentrasse sulla trascurata qualità  dei prodotti che talvolta propone.

Non la possono pagare sempre i contribuenti. In bocca al lupo e niente più capricci, ci faccia almeno questa grazia.

(ludovico mari)

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