Home Cronaca Viterbo, boatos, “ombre” al Belcolle, continuano le voci di contagi tra pazienti, tra operatori sarebbero a decine nello stesso reparto: nessuno verifica
Viterbo, boatos, “ombre” al Belcolle, continuano le voci di contagi tra pazienti, tra operatori sarebbero a decine nello stesso reparto: nessuno verifica

Viterbo, boatos, “ombre” al Belcolle, continuano le voci di contagi tra pazienti, tra operatori sarebbero a decine nello stesso reparto: nessuno verifica

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Il fiume delle segnalazioni si ingrossa e l’ultimo episodio, quello della signora di Soriano morta di COVID-19, a quanto pare contratto presso la cardiologia di Belcolle , non fa che confermare la gravità della situazione pur edulcorata dai comunicati ASL.
Ci giungono voci di  contagi tra pazienti e ancor più diffusi tra gli operatori che in alcuni casi pare si contino a decine nello stesso reparto.
Lasciando perdere però per un attimo il numero delle infezioni, constatato che  l’INAIL ha registrato 70 casi tra tutte le categorie di lavoratori (e che gli operatori sanitari se si contagiano evidentemente lo fanno solo a casa propria)  viene comunque da chiedersi come sia possibile che il virus tanto velocemente si muova tra  ricoverati.
Forse dipende dalla mancata, netta,  integrale separazione  dei pazienti positivi da quelli   negativi in attesa del ricovero? Oppure dipende dalle caratteristiche sensibilità e specificità dei kit diagnostici utilizzati (in pratica l’attendibilità del campione)?
O, ancora, può dipendere molto più semplicemente dall’abilità manuale degli addetti al campionamento?
Potrebbe anche dipendere dal non avvenuto rispetto dei tempi e dei modi di conservazione, anche se per stabilirlo  sarebbe necessario conoscere ora di  prelievo e orario di processazione,  le modalità di trasporto e le  temperature di conservazione.
Certo è che il rapporto tra positivi e negativi oscilla stranamente tra il 6 e il 18%. Potrebbe essere questo un campanello di allarme?
Qualcun altro dice che il contagio in ambito sanitario potrebbe dipendere semplicemente da problemi di sanificazione degli ambienti sanitari contaminati e delle ambulanze. È impossibile, mi viene da dire. È anacronistico utilizzare spruzzino e pezzetta, di certo in ASL utilizzeranno i sistemi più tecnologici come i nebulizzatori. Qualcuno dice pure che se non tuteliamo i lavoratori non tuteliamo i pazienti. Questa non la bevo, ti pare che i sedici RRLLSS dormono?
Certo è che non siamo noi in grado di dare risposte, possiamo solo fare ipotesi, forse apparentemente strampalate. Qualcuno dovrebbe comunque andare a verificare.
(r.t.)

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