Home Politica Viterbo, “Barellik La Qualunque” indica all’opposizione (??) la strada per il dopo Arena, che faccia tosta Mr. Festival delle Luci!!!
Viterbo, “Barellik La Qualunque” indica all’opposizione (??) la strada per il dopo Arena, che faccia tosta Mr. Festival delle Luci!!!

Viterbo, “Barellik La Qualunque” indica all’opposizione (??) la strada per il dopo Arena, che faccia tosta Mr. Festival delle Luci!!!

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L’Opposizione di Sua Maestà, che perde la voce quando si tratta di quisquilie come Talete e Francigena, la ritrova improvvisamente quando si tratta di poltrone. Ci fosse a livello locale almeno una caricatura di Nicola Zigaretti tuonerebbe contro i nefasti “poltronari” e si dimetterebbe indignato. Ma le stanze vuote della federazione provinciale del PD purtroppo (per il partito, ma soprattutto per i suoi iscritti, simpatizzanti ed elettori) sono popolate da fantasmi e yes-men, e né gli uni né gli altri hanno nessuna intenzione di andarsene o dimettersi. Quindi i malcapitati iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD locale sono costretti a bere fino alla feccia il disgustoso calice che il webgazzettino stra-local più di regime e più letto dell’universo porge loro sotto forma di intervista al segretario provinciale “ombra” di un partito del quale presto non resterà neppure l’ombra (leggere gli ultimi sondaggi per credere). L’autorevole dirigente “ombra” in questione è il consigliere-avvocato Barelli Laqualunque, che affida allo zazzeruto Signorino Grandi Firme (si danno del lei in modalità “ladri di Pisa”, ma sono amici sin dai tempi del liceo e soci di fatto nei bagordi caffeinisti) le sue taglienti opinioni su tutto quanto riguarda l’amministrazione comunale e dintorni.

Il succo del Mein Kampf laqualunquista è riassunto in due perle inserite nel “cappello” della strabordante intervista. Prima perla: “Quella di Giovanni Arena, è la peggiore amministrazione dal dopoguerra ad oggi perché abbina l’immobilismo totale con la mancanza di progetti. Con tanto di colpo di grazia dovuto all’incapacità e all’incompetenza nel gestire l’ordinaria amministrazione. Quindi è impossibile aspettarsi che la città possa uscire bene da questa fase emergenziale dovuta al Covid. L’unico obiettivo di Arena è tirare a campare”. Seconda perla: l’amministrazione Arena è “incapace di gestire anche l’ordinario.

Quando si parla della giunta Arena si potrebbe parlare di tutto e di niente. C’è solo il nulla più totale”. Se la prima perla del Barellilaqualunque pensiero sembra mutuata da quanto questo sito, in solitudine o quasi, va scrivendo da anni, la seconda perla invece ha un sapore nettamente autobiografico. Perché l’Opposizione di Sua Maestà, degnamente rappresentata a Palazzo dei Priori dall’ammucchiata formata dalla maggioranza panunziana del PD, Barelli Laqualunque, il monostellato Erbetti e a fasi alterne dal gruppo di Io Sono Chiara Frontini, è veramente il nulla più totale, specie su questioni non proprio secondarie come Talete e Francigena.

Solo un pennarulo di scuola goebbelsiana può infatti scrivere senza arrossire che questa indigeribile ammucchiata “politica” è in prima linea (sic), oltre che sulla vicenda del museo di Santa Rosa, anche su Talete e Francigena. Non pago delle tante amenità raccontate al suo compare, Barelli Laqualunque, che nei suoi sogni più deliranti s’immagina come un De Gaulle viterbicolo, indica all’Opposizione di Sua Maestà la strada maestra per individuare un candidato sindaco e una squadra vincente. “Intanto non immagino – afferma il De Gaulle de noantri – un candidato sindaco di bandiera da parte di nessuno. Immagino invece un candidato sindaco meno importante del lavoro della coalizione. Spesso si è dato ad intendere ai cittadini che il candidato sindaco sia l’uovo di Colombo per risolvere tutti i problemi. In realtà non è così. In passato è pieno di candidati sindaci sbagliati. Pensiamo solo ad Arena che non lo volevano nemmeno i suoi.

Da parte mia, in vista delle prossime elezioni comunali a Viterbo, mi impegnerò in tutti i modi affinché ci siano meno candidati di bandiera possibili, ma una maggiore condivisione e coesione su un unico programma. Il problema non è il candidato sindaco, ma la squadra. Il mio candidato sindaco sarà quello che riuscirà a mettere insieme la squadra migliore”. Poltrone sì, ma solo per i migliori. Inutile aggiungere che il consigliere-avvocato si ritiene magna pars di questo elitario novero di “poltronari”. Ma poteva mancare un riferimento alla cultura da parte di un caffeinista di provata fede, nonché “rappresentante istituzionale dell’Associazione Culturale Compagnia del Teatro”, come Barelli Laqualunque? Certo che no: l’intervista quindi si conclude con considerazioni anche autocritiche da parte dell’ex assessore alla Cultura dell’amministrazione Michelini. Quello che il fedelissimo di Filippo Rossi non ricorda, e il suo vecchio amico si dimentica di chiedergli, sono le tante vicende che l’hanno visto discusso protagonista, dal palese conflitto d’interessi  Caffeina-assessorato alla Cultura al famoso festival delle luci, dalla paventata cacciata dal consiglio comunale per aver approfittato della sua carica per acquisire documenti utili in una causa che coinvolgeva (guarda caso) Caffeina alle tante giravolte politiche con il PD locale, regionale e nazionale fino alla mancata alleanza (sfumata per la ferma opposizione della Lega salviniana) con il centro-destra del tanto deprecato (oggi) Arena alle amministrative del 2018. Barelli Laqualunque e lo zazzeruto Signorino Grandi Firme: gli smemorati dell’Urcionio.

(Peppino Pulitzer)

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