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Viterbo, arsenico acqua, interrogazione parlamentare del M5s

Viterbo, arsenico acqua, interrogazione parlamentare del M5s

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Dopo la video inchiesta di TPI sulla presenza di arsenico nell’acqua pubblica della provincia di Viterbo è stata presentata un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministero dell’Ambiente. Il tema così entra in Parlamento: 350mila cittadini bevono acqua non potabile e questo a causa della mala gestione della politica e della società Talete S.p.a. che ha trasformato un bene inalienabile come l’acqua in merce su cui lucrare.

“Dopo aver visto il servizio video fatto da TPI, non si può rimanere in silenzio“. A dirlo è Manuel Tuzi, deputato del Movimento Cinque Stelle e firmatario dell’interrogazione parlamentare. “Il problema non è locale ma nazionale – spiega Tuzi – perché l’acqua è una risorsa che deve rimanere pubblica e deve essere accessibile e sana per tutti i cittadini in egual misura. L’arsenico sta avvelenando migliaia di persone e la politica deve intervenire“.

Il testo dell’interrogazione

Ecco di seguito l’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente (Qui il testo in pdf). Premesso che:

  • Già da tempo sono emersi articoli aventi ad oggetto la presunta mala gestio della società Talete S.p.a nella zona del Viterbese;
  • come l’hanno definita i medici dell’Isde (International Society of Doctors for the Environment) nell’inchiesta Acqua Amara di The Post Internazionale (TPI.it) quella dell’arsenico nella Provincia di Viterbo è una delle “più grandi emergenze umanitarie d’Europa”;
  • L’Arsenico è nocivo per la salute; studi condotti in popolazioni con esposizioni croniche ad arsenico hanno documentato effetti negativi su esiti riproduttivi, malattie neurologiche, cardiovascolari, respiratorie, diabete e tumori. L’arsenico è stato classificato dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) come cancerogeno per l’uomo (tipo 1): tumori del polmone, della cute e della vescica, sono risultati associati ad una esposizione ad arsenico per via inalatoria o attraverso l’acqua potabile;
  • La concentrazione massima di arsenico nell’acqua potabile è stata fissata a 10 μg/L dall’OMS e dalla Direttiva 98/83/CE poiché viene ritenuto che livelli di arsenico più elevati possano comportare rischi per la salute;
  • In diversi comuni italiani, tra cui 91 situati nella regione Lazio, sono stati riscontrati valori di arsenico nelle acque potabili superiori a 10 μg/L.

Considerato che:

  • Il sito Asl, nella relazione sul  registro tumori 2020, propone ancora dati del decennio 2006/2016 circa il tumore della vescica, massimo indiziato con polmone e cute dei danni combinati dall’arsenico.
  • Il Comune capoluogo, ossia Viterbo, rispetto agli altri territori, è al primo posto nell’incidenza del temibile tumore della vescica, troppo spesso motivo di migrazione passiva a Terni, Roma e L’Aquila.

Si interroga il ministro in intestazione:

  • sulla veridicità dei fatti esposti;
  • In caso affermativo, su quali misure intenda assumere per far fronte a tale emergenza.

I prossimi passi

I tempi tecnici prevedono 30 giorni per la risposta del Ministero dell’Ambiente. L’inchiesta “Acqua amara” ha fatto emergere tutte le criticità di un intero territorio, ma la battaglia per l’acqua pubblica e senza arsenico non si ferma qui.

Acqua Amara è anche una petizione su Change.org per l’acqua pubblica e potabile a Viterbo che ha superato le 25mila firme. Firma anche tu!     

(TPI.IT)

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