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Viterbo, Aria di tirannia, Tutti insieme appassionatamente, il sistema-Viterbo ci fa sempre più paura, come uno stato totalitario

Viterbo, Aria di tirannia, Tutti insieme appassionatamente, il sistema-Viterbo ci fa sempre più paura, come uno stato totalitario

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Tutti insieme appassionatamente a festeggiare la nomina di Battiston de Battistoni Francesco a sottosegretario all’agricoltura nel governo Draghi: la foto sembra essere stata scattata in questi giorni, invece è relativa al 28 febbraio 2019, due anni fa. Tutti da don Pino come un’unica grande famiglia, dallo stesso senatore-sottosegretario al consigliere regionale, dal parroco al vivaviterbista berlusconiano, dall’assessora regionale agli altri. si nota la presenza anche del procuratore di Viterbo Auriemma.

Una foto che a noi personalmente fa paura, una immagine di sistema dove tutto sembra essere stato concordato, stabilito, discusso dalle parti in causa: sarà stata sicuramente casuale la partecipazione al tutto del procuratore, ma a noi mette addosso una angoscia super, preferiremmo che, seppur per occasioni di mero protocollo, i rappresentanti della giustizia restassero lontani dai politici, anche se con ruoli istituzionali anni luce.

Sono episodi che ancora rendono più evidente come la città dei papi sembri organizzata per circoli chiusi, consorterie, come un sistema barricato inestricabile, inespugnabile dall’esterno.

Una sorta di tirannia, che si esplica attraverso patti trasversali tra le forze politiche che si dividono ogni spazio possibile ed immaginabile di azione e di intervento nella città: prendono, spartiscono tra di loro e alla collettività nulla danno.

Resta poi il silenzio opprimente di tutti, di quelli che rientrano nei giochi e di quelli che ne restano fuori.

Un clima spaventoso di trattative sottobanco e di schiacciamento implacabile di ogni regola della democrazia e del pluralismo: con una stampa silenziosa ed in molti casi manovrata che aspetta solo di poter incassare quello che è previsto le spetti.

A noi questo stato di cose fa paura, inquieta, sembra di vivere in uno stato autoritario: servirebbe tanta aria pura nuova e rigenerante che allontani tutta la muffa e la maleodorante  discarica unana e politica di uno stato di cose sempre più marcio e perciò sempre più nocivo alla salute di tutti e alle energie non ancora malsane in circolazione che rischiano l’inquinamento definitivo.

(p.b.)

 

foto di giobatta contrucci in occasione di un pubblico evento di beneficenza

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