Home Politica Viterbo, anche nel giorno contro violenza donne il festival della provincia rural-depressa, foto ricordo patetiche e una panchina rossa nuova occupazione di Arena (?)
Viterbo, anche nel giorno contro violenza donne il festival della provincia rural-depressa, foto ricordo patetiche e una panchina rossa nuova occupazione di Arena (?)

Viterbo, anche nel giorno contro violenza donne il festival della provincia rural-depressa, foto ricordo patetiche e una panchina rossa nuova occupazione di Arena (?)

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Ieri doveva essere la giornata contro la violenza sulle donne, ma come spesso succede in una città ormai fuori dall’occidente si è trasformata nella solita passerella per politici  da provincia depressa tardo-berlusconiana: sono convinto che le assessore Sberna, Allegrini, Mancini abbiano operato con impegno sincero, ma i risultati a Viterbo sono sempre gli stessi. Foto-passerella dell’evento, quanti più possibile schierati accanto alla “panchina rossa scoperta” a rappresentare una classe politica che male ha fatto a rinunciare alla sua istintiva dimensione rurale e a voler percorrere  strade che le stanno addosso come uno smoking xxl ad un bambino della primina.

Scenario triste, che si parla addosso, subito immortalato con epocale photo-gallery dal gazzettino stra-local che tutti i cosiddetti politici della zona considerano l’unico programma e l’unico obiettivo della loro carriera, insieme a qualche misera o meno misera mancetta (lo sentono vicino ai loro interessi cultural politici assai modesti).

Il festival dello scontato, dei luoghi comuni, del nulla che si aggira senza sostanza, simbolo di un’arretratezza ambientale e sociale che ogni anno che passa va ampliandosi a dismisura.

Il giusto contesto per un sindaco da pensionato di campagna come Arena, imposto da Battistoni e Tajani contro il volere dello stesso centrodestra che si aggira come un dopolavorista a caccia di inaugurazioni et similia per passare la giornata, che quando viene interrogato in consiglio non risponde e rimanda sempre ad altre occasioni sine die il suo intervento, che persino quando fa pubblici interventi sul covid o le scuole non li argomenta, non mette sul tavolo un dato che sia uno, banalizzando il suo ruolo oltre il sopportabile e mostrando una distanza siderale da ogni specifica competenza.

Un nonno-joe che rappresenta bene la Viterbo rassegnata ad un oscurantismo senza speranza, fatta di accordi trasversali piuttosto maledoranti tra destra e sinistra, senza uno straccio di qualità o di idee in circolo, un deserto totale senza vita o  anche solo soffuse luci che illuminino una conoscenza.

La  Viterbo di Arena cui una panchina rossa potrebbe servire per leggere il giornale la mattina, unica attività che sembra essergli congeniale.

(p.b.)

 

( foto di max vismara prese da v,news 24)

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