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Viterbo, “ammucchiata alternativa di regime”, ad Erbetti e Barellik si aggiunge la Frontini, nuovi alleati per il pd panunziano

Viterbo, “ammucchiata alternativa di regime”, ad Erbetti e Barellik si aggiunge la Frontini, nuovi alleati per il pd panunziano

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La maggioranza che (s)governa il comune di Viterbo, basta guardarla e sentirla, è una babelica ammucchiata tenuta insieme dal robusto mastice del potere. La minoranza, o opposizione che dir si voglia, al contrario, è un’ammucchiata, a combinazioni variabili, tenuta insieme da una sommatoria di ambizioni personali e piccoli calcoli di potere.

Se il dottor Francesco Serra dichiara compiaciuto che nel suo orizzonte politico vede nitidamente un’ammucchiata “alternativa” composta dal Pd panunziano, Barelli (in arte supereroica Barellik) e il monostellato Erbetti, un comunicato di poche ore fa, dedicato all’annosa questione della Talete, disegna, di converso, un’ammucchiata assolutamente inedita che contempla la presenza (stra)ordinaria dell’ex enfant prodige e terrible (post?) gabbianelliana Chiara Frontini, il monostellato (e monocorde) Erbetti e, onnipresente come Francesco Mattioli, the (Crazy) Joker Barellik.

In attesa che le due ammucchiate, distinte ma non distanti, si cementino alla luce del sole in un’unica ammucchiata di regime (l’unica digeribile per la Viterbo che conta, incassa e, malvolentieri, distribuisce), non possiamo non notare come una mega ammucchiata di tal fatta non sia altro che un’alleanza, metaforicamente parlando, tra “avventurieri”. Più simili alle drag queen Sorelle Bandiera che ai patriottici Fratelli Bandiera, Frontini, Erbetti e Barellik dimostrano di possedere solo ed esclusivamente una non inaspettata, almeno per noi, attitudine ai giochi di prestigio. Nel loro comunicato anti Talete, infatti, la polemica è a senso unico contro il sindaco travicello Arena e la sua eterogenea maggioranza, come se le dissennate scelte della società idrica-colabrodo non coinvolgessero soprattutto il Pd a trazione panunziana.

Ma le Sorelle Bandiera, alleate di fatto (Erbetti e Barellik) o in fieri (Frontini) del Pd panunziano, questo non secondario dettaglio preferiscono furbescamente ometterlo. Se ora che sono all’opposizione sono così bravi a confondere le carte, figuriamoci cosa saranno capaci di fare una volta conquistato il potere. Perché il potere per il potere è loro unica aspirazione e la loro società ideale somiglia più a quella configurata da George Orwell in “1984” che a una autentica democrazia. Con il megadirettore galattico del webgazzettino stra-local più letto dell’universo nel ruolo del Grande Fratello (attenzione Erbetti, non è il “reality” a cui ha partecipato il multistellato Rocco Casalino) e il Signorino Grandi Firme in quello della psicopolizia.

(Romano Simone)

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