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Viterbo, Ambiente, Luisa Ciambella: “Distesa di pannelli fotovoltaici lungo una strada romana, possibile solo a VIterbo”

Viterbo, Ambiente, Luisa Ciambella: “Distesa di pannelli fotovoltaici lungo una strada romana, possibile solo a VIterbo”

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Riportiamo dal profilo fb della consigliera Luisa Ciambella: 
Chi si sognerebbe mai di autorizzare una distesa di pannelli fotovoltaici intorno a una strada romana di cui sono ancora visibili i resti? Impossibile, direte voi, in qualsiasi altra parte del mondo ringrazierebbero il cielo per la fortuna ricevuta e si lavorerebbe per valorizzare il sito dal punto di vista storico e turistico. Eppure a Viterbo rischiamo di assistere a questo se giovedì dalla conferenza dei servizi dovesse arrivare il via libera al progetto di impianto fotovoltaico di circa 100 ettari in località Pian di Giorgio.
Infatti, oltre all’impatto sul paesaggio e alla vicinanza dal teatro di Ferento, tra le criticità segnalate dalla Soprintendenza c’è anche la presenza su una particella di terreno demaniale di alcuni tratti della via Ferentiensis “che costituiva il principale asse viario di collegamento tra Viterbo e la via fluviale del Tevere all’altezza di Orte. Il comprensorio in cui la strada ricade ha occupato nella geografia dell’Etruria meridionale un ruolo di primaria importanza, trovandosi all’incrocio di due importanti itinerari di antichissima origine: il percorso nord-sud, che collegava Veio con Velza Orvieto, Chiusi e l’Etruria settentrionale, ed il tracciato est-ovest, trasversale al precedente, che congiungeva il Tirreno alla Valle tiberina, aprendosi all’Umbria e al mondo italico”.
Ma non finisce qui, la Soprintendenza nel suo parere parla di una porzione di territorio “ad alto potenziale archeologico”: “Nell’area di Pian di Giorgio sono state individuate alcune tombe a camera unica a pianta rettangolare (…),forse connesse con una più vasta area di necropoli”; sono stati individuati “due cunicoli di epoca incerta, dispersi sul terreno sono stati individuati vari frammenti di lastre di tufo, probabilmente riferibili alla copertura di fosse, frammenti ceramici di corredi tombali, databili al IV-III sec. a.C; ed è stato individuato “un complesso rustico di età romana”.
Nelle foto: il tracciato della via Ferentiensis.

 

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