Home Cronaca Viterbo, acqua e arsenico: se non si pongono rimedi entro fine marzo la Commissione Europea deferirà l’Italia alla Corte di Giustizia Ue
Viterbo, acqua e arsenico: se non si pongono rimedi entro fine marzo la  Commissione Europea deferirà l’Italia alla Corte di Giustizia Ue

Viterbo, acqua e arsenico: se non si pongono rimedi entro fine marzo la Commissione Europea deferirà l’Italia alla Corte di Giustizia Ue

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La Commissione europea, come si sa a fine gennaio, ha inviato un parere motivato all’Italia per aver disatteso gli obblighi imposti dal diritto dell’Ue sulla qualità delle acque destinate al consumo umano e per aver lasciato che i valori di parametro per l’arsenico e il fluoruro venissero superati in alcune zone, in particolare nella provincia di Viterbo.

Per un lungo periodo di tempo l’acqua potabile erogata in 16 zone di approvvigionamento idrico nella regione Lazio, nello specifico nella provincia di Viterbo, ha superato i parametri stabiliti per l’arsenico e/o il fluoruro. Secondo la Commissione, questo può costituire un rischio per la salute umana, in particolare per i bambini di età inferiore ai 3 anni. Nel 2014 la stessa Commissione aveva inviato una lettera di costituzione in mora, primo passo della procedura di infrazione. Ma le autorità italiane non hanno ancora adottato gli opportuni provvedimenti e non hanno rispettato l’obbligo di informazione e di notifica ai consumatori in merito agli eventuali rischi per la salute.

Le istituzioni viterbesi dicono che la situazione si è normalizzata, ma la Commissione Europea non si è lasciata incantare, se entro due mesi non si sarà posto rimedio alla situazione la Commissione deferirà l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. (r.t.)

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