Home Cronaca Viterbo, “A Viterbo si muore tanto!!”, il web-gazzettino lancia l’allarme e noi prendiamo precauzioni
Viterbo, “A Viterbo si muore tanto!!”, il web-gazzettino lancia l’allarme e noi prendiamo precauzioni

Viterbo, “A Viterbo si muore tanto!!”, il web-gazzettino lancia l’allarme e noi prendiamo precauzioni

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All’anima della mortalità, cantano i mitici (e defunti) Squallor in un loro antico LP. All’anima della mortalità, (sotto)scrive lo zazzeruto Signorino Grandi Firme in data odierna sulle faustissime colonne virtuali del webgazzettino stra-local più di regime e più letto dell’universo. Dal testo al contesto, e viceversa, la notizia è che il portale “Open Salute Lazio” ha messo in rete un dettagliato e documentato rapporto sullo stato di salute della popolazione residente nel Lazio. E il nostro zazzeruto Signorino Grandi Firme, quotidianamente a contatto con la massima autorità del giornalismo portafortuna stra-local, illustra webgazzettini et orbi lo stato di mortalità di questa nostra reietta città. Prima di tutto un grande scoop, che è anche e soprattutto una buona notizia (non a caso è anche il titolo della benaugurante articolessa): A Viterbo si muore come nelle grandi realtà industriali della regione.

Una bella soddisfazione, come direbbe il megadirettore galattico del webgazzettino stra-local eccetera accarezzando con lo sguardo l’opera omnia rilegata in pelle umana di Mario Praz. Ma andiamo oltre, meglio non interrompere incautamente questo cerchio della fortuna. Viterbo, riassume con acribia il nostro pennarulo, “è seconda, dopo Roma, per morti causate da malattie dell’apparato respiratorio, malattie dell’apparato genitourinario e altre cause. Terzo posto, invece, per quanto riguarda le cause di morte dovute a disturbi psichici, malattie del sistema circolatorio, malattie dell’apparato digerente, sintomi, segni e stati morbosi mal definiti. Sul fronte delle morte dovute ai tumori maligni, il comune di Viterbo è quinto a livello regionale, dopo Roma, Latina, Guidonia e Aprilia”.

E ancora: “Viterbo è al sesto posto a livello regionale per infarti e quarto per ictus”, nonché “il quarto comune del Lazio, dopo Roma, Latina e Guidonia, per casi di tumore registrati nel 2017. Nello specifico, la città dei papi è al terzo posto per il tumore all’intestino tenue, prima ci sono Roma e Fiumicino, per quello al colon retto e all’ano (Roma e Latina, primo e secondo posto) e per i tumori ematologici (Roma, Latina e Frosinone al primo e al secondo). Viterbo è poi al secondo posto per il tumore alla colecisti (Roma e terzo posto per Guidonia). Quarta posizione per quanto riguarda i tumori a trachea, bronchi e polmoni. Quinto per il melanoma della cute e il rene. Settimo per il cervello. Nella maggior parte dei casi dopo realtà come Roma, Latina, Guidonia, Pomezia, Tivoli, Aprilia e Frosinone“. E, infine, “al secondo posto regionale per ricoveri dovuti a malattie endocrine e disturbi immunitari. Dopo Roma e prima di Fiumicino. Terzo posto per i ricoveri provocati da traumatismi e da sintomi, segni e stati morbosi mal definiti. Quinto posto per le cause legate alle malattie dell’apparato respiratorio e sesto per i ricoveri connessi a disturbi psichici. In quest’ultimo caso dopo Roma, Guidonia, Latina, Aprilia e Rieti”. Più che la Città dei Papi, prediamone onestamente atto, siamo ormai diventati la Città delle malattie (incurabili e non).

Stranamente, però, in queste poco propizie statistiche regionali è del tutto assente la percentuale dei possessori della patente di iettatore di pirandelliana memoria presenti nella nostra città. Noi, in verità, un paio li abbiamo identificati senza eccessivo sforzo, ma, per carità di patria stra-local, i nomi non li faremo mai, neppure sotto tortura, perché, per dirla con il grande Peppino De Filippo, non è vero ma ci credo.

(Fortunato D’Andrea)

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