3 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, 25 aprile, a rappresentare la Resistenza la cosiddetta sinistra pd lascia solo Barelli, quando i patti elettorali mortificano la storia

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E va bene  che sono anni che cerca di accreditarsi come progressista non si sa bene in base a quali requisiti, e va bene che vorrebbe rifondare la destra liberale con il suo compagno d’armi Filippo Rossi, e va bene che ha sempre accusato il centrodestra di pensare agli affari suoi e poi si è trovato accusato di presunto traffico di interessi, e va bene che si trovò  a fare l’assessore alla cultura per grazia ricevuta (leggasi patto elettorale) e poi in pratica fu sostituito perchè ci mancava poco che le associazioni culturali bombardassero il palazzo, e va bene che i festival specie quelli delle luci gli hanno sempre creato un sacco di problemi e quindi sarebbe opportuno tenerlo lontano dalle feste, ma voi ci pensate che Giacomo Barelli rischia di passare a Viterbo per l’uomo della Resistenza ma quella ai nazifascisti? Oh Dio anche Rossi  e la Perina passano un po’ troppo generosamente per liberali,  ma almeno non si sono lasciati solleticare dalla tentazione di voler rappresentare in piazza la lotta partigiana come consigliere comunale, sottolineandolo come un suo diritto politico. E’ vero che la liberazione dovrebbe appartenere a tutti gli italiani democratici non nostalgici del fosco passato che fu, ma se proprio ci vuole un’icona della liberazione cittadina quelli del pd o del prc  almeno forse erano i più accreditati a rappresentarla o no?

Perchè ogni iniziativa che  venga dalla (autodefinitasi tale) sinistra riformista viterbese, di area Pd, deve essere  sempre portata avanti da Barelli come fosse la voce guida degli Inti Illimani anni settanta?

Ma davvero i post socialisti Alvaro Ricci e Francesco Serra non si sentono in grado di farlo? E i post-ds? Sono stati colti da attacco di  centrismo paralizzante, vedono in Barelli la sinistra d’attacco?

Incredibile a Viterbo, la sinistra lascia il posto ad una lista civica tutta da capire in occasione del 25 aprile, fin quando durerà questa insopportabile liasòn con Rossi e Barelli senza che i cosiddetti progressisti che la vivono romanticamente non provino al fin quel giusto senso di vergogna che li riconsegnerebbe ad una realtà meno mortificante? (specie per i loro elettori).

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