Home Cultura Viterbistan, la direttrice del Teatro Caffeina Annalisa Canfora risponde a cittapaese.it: “Sono una creditrice della Fondazione anche io e molto delusa”
Viterbistan,  la direttrice del Teatro Caffeina Annalisa Canfora risponde a cittapaese.it: “Sono una creditrice della Fondazione anche io e molto delusa”

Viterbistan, la direttrice del Teatro Caffeina Annalisa Canfora risponde a cittapaese.it: “Sono una creditrice della Fondazione anche io e molto delusa”

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In relazione alla lettera aperta indirizzata  da cittapaese.it alla direttrice del Teatro Caffeina Annalisa Canfora (https://www.cittapaese.it/viterbo-lettera-aperta-di-cittapaese-it-al-direttore-artistico-del-teatro-caffeina-annalisa-canfora-facciamo-luce-anche-nello-spazio-di-via-cavour/) pubblichiamo di seguito la risposta da lei fattaci pervenire ringraziandola per l’attenzione e la cordialità in essa mostrata 

 

Gent.le Cittapaese.it ,

grazie per la grazia e garbo con cui sollevate  la questione. Grazia e garbo non sempre riscontrate nella gestione di questa vicenda. Pertanto le rispondo volentieri.

Facciamo luce è un’iniziativa voluta da Unìta, associazione di attori e operatori dello spettacolo, che ha voluto mettere luce, appunto, sulla questione dei teatri chiusi. La questione dei teatri in Italia è drammatica, specie per teatri privati senza il sostegni del Fus.

Pertanto ho ritenuto importante che anche il nostro teatro a Viterbo potesse fare parte di questa iniziativa.

Invece per la questione su cui mi chiama in causa.

Mi spiace deludervi: no, non ho ricevuto alcun compenso come direttrice artistica del teatro. Ho una scrittura privata che attesta quanto dovrei prendere dalla fondazione Caffeina e che non ho, ancora, percepito.

Dunque sono una creditrice, come molti.

Che vive però il paradosso di essere percepita, come questo articolo dimostra, come una tra quelli che hanno preso senza dare ( specifico, peraltro, che non ho alcun ruolo, tantomeno amministrativo, nè con la fondazione Caffeina nè con la Compagnia del Teatro).

Ma questo non fa di me nè un’eroina nè  una povera vittima raggirata.

Forse, come molti, avrei potuto vedere prima cose che non ho saputo o magari voluto vedere. E, sicuramente, questa ingenuità, questa disattenzione sono mia piena responsabilità. E le pago personalmente.

Ma io ho semplicemente creduto in un progetto, strenuamente e, forse, ostinatamente. Rinunciando a compensi, ore di sonno e vita privata. Del resto la bellezza di quel teatro e la qualità delle stagioni da me organizzate sono lì a parlare più e meglio di me.

Sono delusa? Moltissimo, come tanti.
Cosa accadrà del Teatro Caffeina? Francamente non lo so.
Ci sarò ancora io? Vedremo.
Credo che però sarebbe delittuoso e scellerato fare morire un luogo così speciale e prezioso per la città di Viterbo.
Cordialmente, Annalisa Canfora

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