Home Politica Viterbistan, Comune, Giò Tenerone e la Tata Giulio, cronache da un paese lontano dove due “vecchi fratelli comici” amavano esibirsi assieme
Viterbistan,  Comune, Giò Tenerone e la Tata Giulio, cronache da un paese lontano dove due “vecchi fratelli comici” amavano esibirsi assieme

Viterbistan, Comune, Giò Tenerone e la Tata Giulio, cronache da un paese lontano dove due “vecchi fratelli comici” amavano esibirsi assieme

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CI sono certe cose che ci inteneriscono,  dobbiamo ammetterlo, quasi fino alle lacrime: ed il fatto che Arena abbia pubblicamente avvertito che non godrà di preferenze per la vaccinazione che effettuerà il giorno di Pasqua a Civita Castellana ( figuratevi dovrà pure spostarsi in macchina nel dì di festa, un vero e proprio eroe moderno) ci ha colpito nel profondo.

Ma quello che ci ha veramente toccato è stata la reazione della sua tata ufficiale, Giulio Stakanov Marini che gli ha risposto subito sul social con un accorato e fraterno: ” Non avevo dubbi sulla tua correttezza! Non cerchiamo privilegi o scorciatoie! Avanti Giovanni con la Tua correttezza e con la Tua onestà!”.

Roba che “Piccolo mondo antico” diventa un romanzo neo-realista, cose che toccano l’anima,  un po’ fratelli de Rege un po’ Ric e Gian, un po’ Totò e Peppino, un po’ love song alla cugini di campagna con venature neo-melodiche viterbicolesi.

Negli ultimi giorni, con le sue uscite, Giulio “Tata” Marini  ci ha veramente deliziato, ponendoci anche il dubbio di difficile risoluzione di quale rupe cittadina scegliere per consentirgli di esercitarsi nei  tuffi dalla piattaforma e dal trampolino per la prossima estate.

Tanto Marini rimbalza, è una sorta di Big Jim vintage acquistato su ebay  che resisterà nei decenni ai posti di comando della disperatissima e ormai già giunta anche più in basso degli inferi  Viterbo: poi si vede che Giò Tenerone lo adora per davvero, se lo coccola, se lo bacia, come un fratellone vero.

Peccato che loro più giocano e si divertono con i guerrieri naive che li seguono più a tutti noi venga voglia di personalizzare diretto alla popolazione il vecchio adagio eduardiano: “Fujtevenne a Viterbo” ( e fate pure presto).

(pasquale bottone)

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