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Viterbistan, caso Globo, le patetiche scuse di Arena e gli inspiegabili silenzi di sottosegretario e prefetto

Viterbistan, caso Globo, le patetiche scuse di Arena e gli inspiegabili silenzi di sottosegretario e prefetto

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Frenetiche attività “politiche” (tagli di nastri, commemorazioni, eccetera) e social (la bacheca di un noto social piena zeppa di selfie e foto in posa) a parte, non si può dire che il sindaco pro tempore Giovanni Maria Arena sia un esempio di dinamismo e decisionismo. Di solito, quando deve prendere una decisione qualsiasi, tentenna in attesa che qualcun altro decida per lui o obbedisce, manco fosse un Garibaldi redivivo, agli ordini dei suoi tanti superiori, dal senatore bon vivant Battiston de Battistoni al Megadirettore Galattico. Quando questi fanno mancare la loro indispensabile imbeccata, Arena cade nel panico, inizia a sudare, non dorme la notte, chiama l’ufficio stampa del comune per far uscire il solito comunicato rassicurante, se si tratta di cittadini, associazioni e sindacati, o polemico, se si tratta degli attacchi di qualche oppositore.

Nel caso dell’incredibile e assurda inaugurazione del nuovo centro commerciale, qualcosa però non ha funzionato. Subissato dalle critiche dell’intera città, partiti di maggioranza e commercianti compresi, additato al pubblico ludibrio dalla stampa nazionale indipendente (un vero e proprio trauma per uno come lui, abituato ai pennaruli stra-local a tassametro), prima ha blaterato le solite banalità su quei cattivoni dell’opposizione, poi in un messaggio via social ha farfugliato che la sua presenza all’assurda e incredibile inaugurazione forse era stata inopportuna.

Di scuse neppure l’ombra. A forza di esibirsi tronfio sui social, il sindaco pro tempore (speriamo veramente per poco) forse ha confuso l’opinione pubblica cittadina e nazionale con i quattro o cinque fenomeni che lo riempiono di ”like” o di commenti tipo “bravo sindaco” o “grande sindaco” anche quando pubblica una sua foto con un rotolo di carta igienica in mano. O magari ha creduto che bastassero la dichiarazione (infelice) del prefetto Bruno e l’emblematico silenzio del sottosegretario Battistoni, i due rappresentanti dello Stato assurdamente e incredibilmente presenti all’assurda e incredibile inaugurazione, per avere le spalle coperte. Ieri, trascorsa una settimana dal fattaccio, Arena in consiglio comunale ha dichiarato che la sua presenza all’assurda e incredibile inaugurazione non era né necessaria e né opportuna e ha finalmente formulato le sue da tempo attese scuse.

Alla buonora, verrebbe da dire. Se non fosse che il sindaco ha aggiunto che lui all’assurda e incredibile inaugurazione neanche ci voleva andare, che dalle foto emerge tutto il suo disappunto, che non ci ha dormito la notte, che i commercianti hanno capito la sua buona fede, che, che, che…

Prima le scuse e poi le patetiche (auto)giustificazioni da libro “Cuore”. Non ci siamo proprio. Al di là di tutta questa ridicola e patetica manfrina andata in onda ieri in consiglio comunale, Giovanni Maria Arena ha dimostrato, una volta di più, di non essere all’altezza del ruolo che, per poche centinaia di voti, ricopre. Ne prendano atto, al più presto, lui e la sua maggioranza. Le sue dimissioni, ora più che mai, sono necessarie e opportune. Come ancora più necessarie e opportune sono le dimissioni dalle loro cariche istituzionali del prefetto Bruno e del sottosegretario Battistoni. Chi sbaglia paga.

(Flavio Messalla)

foto tusciaweb

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