5 Dicembre 2022

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Vita moderna: l’amore ai tempi di Fb, oltre il virtuale ci deve essere di più

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Dall’opera del Premio Nobel per la letteratura Gabriel GarcÍa Márquez, L’amore ai tempi del colera,  fu tratto un film nel 2007: non ebbe lo stesso successo del romanzo che fu un trionfo sin da subito, appena uscito nel 1985. Sono passati alcuni decenni, ma la trama è oggi più attuale che mai per offrire uno spunto di riflessione su cosa sia l’amore ai tempi di Facebook.

Miliardi di foto pubblicate “in tutte le salse” ogni giorno dagli appassionati dei cosiddetti social dai quali chi rimane estraneo forse, almeno apparentemente, sembrerebbe non godere di maggior possibilità di incontrare l’altra metà del cuore. Al di là che va sottolineato il fatto che tutti nasciamo “interi” e non per forza si ha bisogno di una dolce metà per giungere a  completamento, come sono i rapporti tra persone in questa epoca?

Ai tempi del colera il giovane Florentino Ariza attese ben 51 anni, 9 mesi e 4 giorni per poter liberamente amare la capricciosissima Fermina Daza: mai si arrese al tempo e alle vicissitudini che lo tennero lontano dalla sua amata. Ai tempi di Facebook capita che arrivi un messaggio da una/o sconosciuta/o (spesso sono però gli uomini i più intraprendenti), o per così dire “amico” – già perché si è tutti amici, dove si dice che sei la donna/uomo della sua vita e lo sa perché ti ha visto in foto e quindi tanto basta dopo essere andata/o  a spigolare inattendibili notiziole da qualche post pubblicato. Spesso, accade poi che dopo un primo appuntamento, sempre che ci si arrivi e ci si arrivi con garbo, si assiste  al dileguamento mai giustificato di uno dei due possibili “innamorati”, uomo o donna che sia, in questo, almeno,  non si fa differenza. Va bene anche, ma perché non parlare chiaramente?

Sembra non essere più necessario guardarsi negli occhi, sentire come qualcuno ti stringe la mano quando lo incontri per la prima volta senza essere stati preceduti da parole e parole scritte asetticamente; quale odore hanno i suoi abiti, e quale spessore ha  la pelle del suo volto o cosa esprime un sorriso anche accennato. Limiterei ai Social Network la funzione importante di promozione di eventi, di pubblicità, di utilità sociale a cominciare da bollettini meteo, adozioni di animali abbandonati, diffusione di notizie utili al cittadino. Allora una più intensa dimensione si aggiungerebbe con rinnovata stima al genio dei creatori di queste “reti sociali”.

Pur vero che molte relazioni attualmente hanno inizio tramite la conoscenza virtuale e talvolta proseguono nel tempo ma perché questa sorta di paura di incontrarsi personalmente? Sempre più spesso mi sento chiedere “se ho Facebook” e… “allora ti cerco”: ma se sono davanti a te adesso che bisogno c’è di cercare il mio cosiddetto profilo (che non ho).  Sarebbe ottima cosa riflettere sulle dinamiche dei rapporti amorosi, umani e sociali in un’epoca dove, dietro la modernità,  sono tragicamente compiuti – solo in Italia – più di cento femminicidi ogni anno!

Love’s not Time’s fool recitano meravigliose parole scritte centinaia di anni addietro: verso intraducibile a mio avviso, sebbene i più esperti abbiano voluto dottamente renderlo in altre lingue. Chissà chi è davvero quel fool . Sicuro che non sia qualcuno che abbia voglia di giocare con l’amore e di maltrattarlo mettendolo in vetrina ed esponendolo alle fattezze sbagliate e falsificate, ancora e purtroppo, da regole mai scritte ma dettate da una certa approvazione a quel conformismo che non facilita la crescita di una sana forma di felicità.

Amore non è tempo di pazzia: se è originale  è Amore e basta. Vivete felici per voi stessi e amate con (vero) Amore!    😉

Barbara Bruni

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