5 Dicembre 2022

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Blog Giornale Quotidiano

Valentina Spata: “Il mio pensiero controcorrente su Soumahoro”

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Penso di essere una persona obiettiva e per questo mi sento di dire che non sono mai stata convinta della buona fede di Aboubakar Soumahoro e che sono stata una delle pochissime persone di sinistra a non essere entusiasta della sua candidatura al Parlamento italiano. Anzi, quando amici e parenti mi hanno chiesto una opinione, ho sempre ribadito che questo ragazzo non ha mai goduto della mia stima.
E poi no, non mi piace questa cosa che la sinistra candida i personaggi (anche persone vittime di qualcosa) anziché le persone che militano e sono attive all’interno dei partiti e che spesso, purtroppo, hanno un ruolo marginale.
Mi sono occupata per anni dei diritti dei rifugiati e sono stata l’operatore Legale di uno dei più grandi centri sbarchi siciliani e conosco molto bene le strutture di accoglienza a cui spesso abbiamo affidato i rifugiati.
Già da tempo avevo sentito, dai rifugiati stessi, che i centri di accoglienza gestiti dalla famiglia Soumahoro versavano in condizioni pietose e che lui non era così tanto gentile con le persone bisognose di aiuto. Qualcuno ha detto (spesso) che “ha fatto la sua carriera sulla pelle degli altri, prima da sindacalista e ora da politico”. Che non era stimato da chi lo conosceva era risaputo.
A prescindere dai racconti degli altri, io non  credo al fatto che Soumahoro non sapeva cosa accadesse nei suoi centri, gestiti peraltro dalla sua ex moglie e da sua suocera, e scusatemi ma non mi commuovono le sue lacrime da coccodrillo.
L’ex senatrice di sinistra Italiana, Elena Fattori, è andata a visitare i centri dopo diverse segnalazioni ricevute. In un rapporto presentato al partito (Sinistra italiana) e al Governo di allora, ha scritto specificatamente che la gestione strutturale, sanitaria ed economica di questi centri era pessima e che li “non avrebbe mai portato neanche un cane”, talmente lo squallore.
La senatrice ha ribadito più volte che dopo quella visita non ha più coinvolto Soumahoro nelle sue inchieste sui migranti. Non credo che lo abbia fatto senza un motivo valido.
La senatrice lo ha escluso dalle altre inchieste subito dopo aver visitato i suoi centri e lui vuole farci credere che non sapeva nulla.
Anche sulla questione della Lega dei braccianti se ne è parlato, anche se velatamente. Soumahoro non ha mai chiarito al sindacato, di cui era dirigente, le specifiche di spesa relative alle raccolte fondi. Il suo collega Soumahila ha detto chiaramente che Soumahoro ha aperto un conto corrente dove destinare le somme delle raccolte fondi della lega braccianti di cui nessuno ne è a conoscenza, nonostante le numerose richieste di verifica dei movimenti sul conto.
Quindi, consapevole del fatto che i processi si fanno nelle aule dei tribunali (per questo non avevo parlato prima) e che questa incresciosa vicenda non ha nulla a che fare con il tema reale dei migranti, ribadisco la mia disistima nei confronti di Soumahoro, la mia disapprovazione alle candidature dei “personaggi” diventati “qualcuno” a causa di qualcosa o di qualcunaltro e ribadisco la mia assoluta contrarietà alle idealizzazioni di persone che non si conoscono realmente.  (valentina spata/ Senior Political Analyst, Middle East and North Africa, and International Counter-Terrorism/Lavora presso Analista Geopolitica e Sicurezza Internazionale/ Analista del Medioriente presso Medioriente
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