3 Dicembre 2022

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Blog Giornale Quotidiano

Turismo, il dilettantismo impera: lungo e faticoso il percorso dalla “città di Mozzichino” alla “città del futuro”

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Dato per scontato che le istituzioni viterbesi, le associazioni di categoria et similia si ostinino a dichiarare di voler puntare su Viterbo come città turistica, si può rispondere loro solo in un modo: “continuando così ve la sognate la città turistica d’arte e cultura, se resettate tutto almeno avrete la possibilità di ripartire da zero”.

Non c’è niente da salvare al momento, nè può bastare qualche conferenza buttata lì all’ultimo momento sontuosamente definita “stati generali del turismo”,  neanche a gettare fumo negli occhi: ci vogliono innanzitutto serietà e professionalità, che non si sono neanche intraviste in questi anni.

Partendo dal presupposto che Viterbo debba prima diventare città accogliente, cosa che non è adesso: mentalità più aperta all’incontro tra culture, gentilezza nei confronti dell’ospite, capacità di offrire il miglior prodotto possibile sul mercato valorizzando le risorse locali, superamento dell’esasperante individualismo rinchiuso in se stesso di tanti viterbesi.

Punti di partenza indispensabili che poi avrebbero bisogno di managerialità affidabile che qui non si scorge:  indispensabile sarebbe coinvolgere professionalità esperte e di qualità provenienti da realtà più evolute da cui imparare tecniche di gestione e modalità d’approccio: il sistema Viterbo ha bisogno di una vera e propria “scolarizzazione” degli intenti e delle progettualità per capire cosa vuol  essere la città, su quali potenzialità puntare, quali obiettivi porsi.

E il Trasporto della Macchina  di Santa Rosa potrà essere parte importante dell’offerta turistica, ma non completarla: bisognerà capire su quali bellezze cittadine puntare maggiormente, quale ruolo affidare alle Terme, e soprattutto abbandonare ogni paragone con una realtà come Bagnoregio con la quale saranno possibili solo eventuali sinergie: Viterbo insomma deve decidere se vuole essere la città degli stati generali del turismo di De Carolis- Mozzichino che a nulla servono se non a giustificare senza riuscirvi una nomina infelice, o una vetus urbs che guardi avanti: per il momento gode di un turismo sporadico, “a macchia”, nè di elite, nè ultra-familiare, diciamo di passaggio.

Se ci si rende conto di un po’ di cose forse si potrà iniziare a lavorare seriamente, ma chissà, dilettantismo e approssimazione sembrano così radicati….

(pasquale bottone)

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