Home Politica Torre di Chia, lettere a cittapaese.it, Luigi Placido scrive al consigliere Panunzi: “Nel suo comunicato su Pasolini c’è un errore grossolano, chi glieli scrive?”
Torre di Chia, lettere a cittapaese.it, Luigi Placido scrive al consigliere Panunzi: “Nel suo comunicato su Pasolini c’è un errore grossolano, chi glieli scrive?”

Torre di Chia, lettere a cittapaese.it, Luigi Placido scrive al consigliere Panunzi: “Nel suo comunicato su Pasolini c’è un errore grossolano, chi glieli scrive?”

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Pubblichiamo di seguito una lettera indirizzata al consigliere regionale Panunzi da un nostro lettore che si firma Luigi Placido riguardo un’ imprecisione  contenuta nel comunicato pubblicato in esclusiva (come abitudine dell'”istituzione canepinese”) da  un gazzettino web locale riguardante la torre di Chia ed il regista Pier Paolo Pasolini: il film “Il Vangelo secondo Matteo” è stato girato nel 1964 e non “intorno al 60” come è facile appurare anche in una veloce verifica sul web: 

 

Egregio consigliere Enrico Panunzi,

chiedo scusa in anticipo se La disturbo. A quanto quotidianamente leggo, Lei è infatti impegnato a tutto campo nella difesa degli interessi della nostra terra, dall’agricoltura alla celebre Torre di Pasolini, e non vorrei certo distoglierLa da questi suoi onerosi compiti.

Ho deciso di scriverLe questa lettera aperta dopo aver letto sul webgazzettino più autorevole e letto (non solo) della provincia un comunicato da Lei firmato.

Sono stato colpito da questo passaggio in particolare: “Già parte della Rete delle Dimore storiche del Lazio dal 2017 per il suo indiscutibile valore culturale e di memoria storica, la Torre di Chia è di proprietà della famiglia di Pasolini che, intorno al 1960 – viene spiegato -, durante le riprese del suo film Il Vangelo secondo Matteo, visitò la torre medievale in stato di abbandono e ne rimase affascinato, tanto da dedicare a questo luogo gli ultimi versi del Poeta delle Ceneri”.

Scusi consigliere, ma chi Le scrive i comunicati sa che Il Vangelo secondo Matteo è stato girato tra la primavera e l’estate del 1964, e non “intorno al 1960”?

Non dico che il Suo senza dubbio prolifico ufficio stampa debba conoscere a menadito l’opera omnia di Pier Paolo Pasolini, ma almeno un giretto nel web per controllare l’esattezza della data avrebbe potuto pure farlo. Quanto meno per evitarLe di fare una brutta figura. Grazie.

Distinti saluti

Luigi Placido

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