Home Cronaca Tarquinia, il caso, “Salviamo il mondo di G.”, ci scrive la badante di una 57enne affetta da autismo
Tarquinia, il caso, “Salviamo il mondo di G.”, ci scrive la badante di una 57enne affetta da autismo

Tarquinia, il caso, “Salviamo il mondo di G.”, ci scrive la badante di una 57enne affetta da autismo

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Questa è la storia  di “G.” una donna di 57 anni affetta da disabilità ed autismo che vive a Tarquinia, insieme al suo adorato gatto Minù e a me,  Antonella, che le presto assistenza da oltre 6 anni.

Reduce da un difficile decennio passato in un istituto per disabili,  G. ha ottenuto, negli ultimi 6 anni, enormi risultati sia sul piano fisico, emotivo e psicologico, raggiungendo anche un ottimo livello di autonomia personale.

G ha la sua casa, i suoi affetti, le sue abitudini: ha, come tutti noi, il suo mondo.

In assenza di famigliari che potessero assumere il ruolo di tutore legale, due mesi fa G. è stata posta sotto la tutela legale del sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi.

Il delicato equilibrio di benessere e serenità di G. rischia ora di essere totalmente distrutto da un provvedimento  che sembrerebbe essere imminente  e che comporterebbe  lo “spostamento” di G. in una casa famiglia di Viterbo. Tale decisione, a detta dei Servizi Sociali, sarebbe ispirata ad una mera logica di risparmio economico nella gestione delle esigenze materiali di G.

Il preannunciato provvedimento di trasferimento  appare ancora più incomprensibile  alla luce delle effettive possibilità economiche che consentirebbero a G di continuare a vivere serenamente nella sua casa, circondata dai suoi affetti; la donna infatti, percepisce  pensione di invalidità e di accompagnamento e la reversibilità della pensione del padre.

G non può essere spostata come fosse un pacco. Non occorre essere psicologi per capire che il trasferimento in casa famiglia, per di più a Viterbo, comporterebbe per G. un trauma insopportabile sotto tutti i punti di vista, determinando una inevitabile compromissione dei sorprendenti progressi conquistati in questi ultimi sei anni. I legami affettivi non possono essere brutalmente recisi, soprattutto a scapito delle persone fragili e bisognose di tutela.

Spero che le istituzioni  raccolgano questo mio appello dimostrando di essere concretamente vicine alle persone che vivono una condizione di disagio e fragilità.

 

Antonella B.

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