Home Politica Sutri, le dimissioni di Sgarbi: la solita Tuscia blindata e “mafiosetta” che lo “straniero” non sopporta e fa andar via
Sutri, le dimissioni di Sgarbi: la solita Tuscia blindata e “mafiosetta” che lo “straniero” non sopporta e fa andar via

Sutri, le dimissioni di Sgarbi: la solita Tuscia blindata e “mafiosetta” che lo “straniero” non sopporta e fa andar via

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“Chi va per questi mari questi pesci piglia”, queste parole sono state il commento principale negli ambienti politici della Tuscia alle dimissioni di Sgarbi: e si potranno criticare mille volte i fuori programma a tinte forti del sindaco- critico d’arte, alcune dichiarazioni fortemente provocatorie fini a se stesse, e tante altre uscite discutibili, ma in ogni caso parliamo di una persona di cultura e nota che se avesse avuto la possibilità di lavorare seriamente e liberamente avrebbe anche potuto porre le basi per una ampia diffusione di una più evoluta immagine di Sutri.

Certo avrebbe dovuto accorgersene in tempo con chi aveva a che fare nè avrebbe dovuto impostare a lungo la campagna elettorale sulla omosessualità dichiarata del  suo competitor Lillo Di Mauro, una “goliardia”  evitabile,  irrispettosa e fuori luogo: ma Di Mauro, che è persona sensibile e misurata siamo convinti che oggi oltre ad essere preoccupato per il futuro della sua città sarà molto amareggiato per l’abbandono di Sgarbi così improvviso e clamoroso.

Ci fa una brutta figura, purtroppo, l’intera Tuscia che ancora una volta appare come terra bella e selvaggia abitata da persone che privilegiano la chiusura verso l’esterno, il clan, la “mafietta” politica, il giro di piccoli, miserabili affari di pochi: e queste  sono cose che accadono non solo a Sutri, ma in tutta la provincia e sempre più frequentemente, il trionfo di particolarismi miseri, familismi assurdi, è cosa quotidiana in un ambiente che rifiuta la modernità e il contatto con l’esterno.

Sgarbi non avrebbe potuto mai accettare queste logiche da squallida  parrocchietta e ha fatto benissimo a farsi immediatamente da parte, abbandonando al loro destino combriccole ed esagitati;  il sindaco dimissionario merita le scuse per l’inquietante medioevo in cui si è imbattuto, ed un grazie per aver creduto, seppure a tempo, nel rilancio di Sutri: terre abbandonate purtroppo, fuori dal mondo.

(pasquale bottone)

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