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Storia di Anna e Maurizio, disabili senza spiaggia

Storia di Anna e Maurizio, disabili senza spiaggia

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Mio figlio Maurizio ha 37 anni ed è disabile, ha subito una tracheostomia e la Peg (Percutaneous Endoscopic Gastrostomy). I medici che lo seguono, in particolare i broncopneumologici, mi hanno da sempre consigliato di portarlo al mare per mitigare i suoi problemi respiratori. Nei tre mesi estivi mio figlio ‘rifiorisce’. La casa estiva che si trova a Terracina e che affitto quando ‘scappiamo’ da Roma è comodissima, perché è situata al piano terra. Le nostre estati sono sempre state liete, ma quest’anno non è così. Il mare ci è stato negato”. Così mamma Anna racconta alla Dire la storia sua e del figlio.
“Sono 10 anni- continua Anna- che vengo in questa città di mare con gioia perché davanti casa potevo portare Maurizio nello stabilimento attrezzato per disabili, provvisto di pedana che arrivava fino al bagnasciuga e che si snodava in una piattaforma di mattonato con tre o quattro ombrelloni, davvero comoda per noi. Per un problema di concessioni ora lo stabilimento in questione non esiste più. Non mi sono data per vinta e sono andata a chiedere informazioni al Comune di Terracina e non solo, ma alla fine niente. Mi riduco a fare qualche passeggiata la mattina presto e la sera. Insomma, è come stare a Roma. Faccio quindi un appello alla Regione Lazio: aiutateci a rendere agibili le spiagge per i nostri figli. La priorità dovrebbero averla le spiagge comunali, ma non è così. Per non parlare degli stabilimenti privati che hanno il simbolo per i disabili all’esterno ma che in realtà sono delle strutture non agibili. Piuttosto rendono disponibile lo staff a sollevare la carrozzina con tutti i rischi che questo comporta per la persona disabile. Aiutateci invece a fare vivere il mare, per quel che resta di questa stagione estiva, a disabili e anziani con handicap. Date priorità al sociale”, conclude Anna.  (DIRE)

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