30 Settembre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Storia della Tuscia: si chiamavano Hadmar e Joseph

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Nel Luglio del 1532 Pirro Baglioni ( Colonna)  combattendo per il Sacro Romano Impero è inviato in Ungheria contro i feroci  Turchi del sultano Solimano al comando di 500 fanti, gli si affianca Camillo Colonna con altri 3000 fanti , Pirro da esperto combattente e stratega ingaggia due germanici i Hadmar di Kuenring e Joseph di Gotasburg di grande efficacia sul campo di battaglia ,vista la loro preparazione militare e spietatezza sul campo

Hadmar di Kuenring è un gigante di due metri di corporatura imponente e sapeva  maneggiare benissimo la Zweihander conosciuta come spadone con lunghezza media di 170 cm ed un peso medio di 3,5 kg, l’esemplare più grosso conosciuto , pur restando nel campo delle armi pratiche e non cerimoniali, misura 199 cm per un peso di quasi 6 kg e Hadmar di Kuenring era bravissimo nell’usare il micidiale spadone riuscendo a mutilare arti e teste dei nemici

L’uso della zweihänder, variante della normale spada a due mani utilizzata nel Tardo medioevo per i duelli a piedi tra cavalieri, subì, nel corso del Rinascimento , una radicale evoluzione. Arma pesante e d’ampio raggio, votata a massicci attacchi di taglio, divenne equipaggiamento standard dei fanti più massicci e degli spadaccini più abili, disposti nelle linee frontali dello schieramento ed incaricati di sfrondare a furia di fendenti la selva delle picche nemiche per permettere ai compagni di caricare a fondo.

Rispetto alla spada a due mani tradizionale, destinata allo scontro spadaccino-vs-spadaccino, lo spadone divenne quindi un “tranciapicche” ma nche un “trincia-teste” . Nel confronto poi con un avversario disarmato o armato di spada, lo spadone, quando non vibrato per mutilare, trovava la sua efficacia quale surrogato di un’arma inastata : lo schermidore, con la presa sull’impugnatura e sul ricasso, avventava lo zweihänder in un affondo più simile a quello di una lancia che di una spada.

Joseph di Gotasburg era di corporatura meno imponente di Hadmar di Kuenring ma era abilissimo con ogni tipo di arma ed usava una tecnica di combattimento usando un altro tipo di spada detta Katzbalger,usata dalla fanteria e dai cavalieri era  a lama larga , acuminata e lunga circa 80 centimetri. La guardia era fatta con un tondino in ferro sagomato a forma di otto.Joseph era anche bravo nell’uso dell’ascia , nel tiro con la balestra, con l’archibugio e bravissimo lanciatore di coltelli che andavano sempre a segno

Sembra che in Ungheria facessero strage di soldati del sultano, Pirro si affezionò a questi suoi mercenari tanto che a settembre del 1532 se li portò con se  a Vienna assediata sempre dall’esercito del sultano dove entrambi si distinsero  per numero di nemici uccisi, questi due  uomini seguirono Pirro anche a Innsbruck e poi la decisione di Pirro di portarseli nella Teverina al suo servizio

Non sappiamo se i due decisero  di seguirlo solo per soldi o per un rispetto maturato verso un condottiero del valore di Baglioni, sappiamo però che Joseph di Gotasburg era ricercato nel suo paese in quanto invaghitosi di una donna condannata al rogo insieme alla sorella per eresia nel giorno del rogo fece una mezza strage nel villaggio in cui le due donne dovevano essere arse vive ,ammazzando soldati, carnefici, preti e parecchie persone, rapendo di fatto due condannate a morte per eresia

Cambiò nome e viaggiava con queste due donne al seguito, perennemente vestito di nero e col volto coperto diventò molto amico di Hadmar di Kuenring, in combattimento erano spietati e simbiotici si guardavano l’un l’altro le spalle. Pirro se li portò in Italia con relative persone al seguito e gli trovò alloggio proprio nel Castello di Sipicciano

Tra febbraio ed aprile del 1533 l’indomito Pirro Baglioni minacciò  i senesi a causa della mancata reintegrazione dei beni della moglie Caterina de Galeotto De Medici , vedova di Fabio Petrucci. Pirro reclamò  dagli eredi dei Petrucci e dalle autorità locali i beni a lei spettanti. Attaccò con forza  Siena con non più di 300 uomini tra cui i due mercenari germanici,I senesi provvedono alla difesa dello stato con più di 4000 uomini . Pirro mette realmente paura ai Senesi perchè sfonda le linee a difesa della città ed incredibilmente entra a Siena , non ci erano riusciti nemmeno i fiorentini. I senesi lo respingono e lui mette a ferro e fuoco Chiusi che viene saccheggiata ed i suoi uomini hanno l’ordine di fare bottino

A metà mese di febbraio 1533 i suoi uomini sono  segnalati a Musignano; da qui penetra nuovamente in Toscana e compie alcune razzie di bestiame tra Montalto di Castro e Capalbio. Entra nel contado di Sovana, attacca la rocca e fa 300 prigionieri. Ai primi di marzo si trova a Musignano con cavalli e fanti. Ad aprile Ascanio Colonna perora la sua causa; a fine mese è al ponte di Carnaiola pronto ad irrompere nuovamente nel senese.

Pirro fa un nuovo tentativo ad Agosto dello stesso anno, raccogliendo nell’orvietano fanti e cavalli per portarsi alla volta di Sovana. Deve rinunciare all’azione a causa di una forte pioggia. Rientrando  a Graffignano, mentre l’amico Marzio Colonna staziona ad Amelia con 100 cavalli ed un numero imprecisato di fanti che gli sono forniti dal cugino Ascanio. 2000 sono gli uomini coinvolti nella nuova impresa , distribuiti tra Onano ed i confini della maremma. La perdita improvvisa dell’amato fratello Giovan Carlo, avvenuta a causa della caduta di un muro mentre è in perlustrazione notturna, induce Pirro colpito da si grave perdita, decide di spostare in altra data l’assalto a Siena deciso ad ottenere ciò che spetta a sua moglie

Più mi dedico alla ricerca di fatti e personaggi inerenti la figura di Pirro Baglioni da Sipicciano più questo Borgo oggi semi abbandonato si anima di personaggi incredibili, come è incredibile che il Signore della Teverina attacchi una città come Siena provandoci più volte per esigere un suo diritto, per fare un paragone plausibile e comprensibile è come se lo Stato del Lussemburgo attacchi una superpotenza come la Russia ..riuscendo quasi ad occupare Mosca e non riuscendoci fare a fettine Stalingrado

Per fare queste operazioni occorrono uomini straordinari che Pirro ha tra i suoi capitani italiani e stranieri,i due mercenari austriaci rimasero a Sipicciano fino alla morte di Pirro Baglioni avvenuta a Novembre del 1552 non prima di aver partecipato a decine di guerra in tutta Europa . A volte non ci si rende conto della portata storica e delle imprese dei Baglioni della Teverina , sono storie incredibili di gente che ama la guerra fine a se stessa, una sorta di culto probabilmente legato all’antico rito dell’invincibilità che si otteneva bagnando le lame e le spade nel lago di Vadimone

Quella del Vadimone è una storia che parte da lontanissimo che racconteremo presto su questo blog, poiché la Tuscia pur essendo storicamente una terra legata alla Chiesa è rimasta una terra dark ove gli antichi culti etruschi ctoni legati all’attività vulcanica del territorio esprimono a tutt’oggi la loro forza

(Pirro Baglioni)

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