30 Settembre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Storia della Tuscia: le cappelle Baglioni di Spello e Sipicciano

6 min read

Seppur realizzate in tempi diversi: quella di Spello realizzata nel 1501 dal Pinturicchio su commissione di Troilo Baglioni e quella di Sipicciano realizzata +/- 80 anni dopo. Committente degli affreschi è Alberto Baglioni tra il 1577 e il 1582 come luogo dove essere sepolto insieme ai membri della sua famiglia. Alla morte di Alberto succedono i figli Federico e Pirro II che portano a termine i lavori nel decennio 1591-1601, incaricando l’architetto perugino Troiano Schiratti, . Per quanto concerne l’identità del pittore che realizza e il ciclo di affreschi dedicati a San Francesco d’Assisi si è ipotizzato inizialmente il pittore viterbese Orazio Bernardo (a cui sono attribuiti anche le decorazioni l’Aula Magna del Palazzo Baglioni) e in seguito il pittore romano Marzio Ganascini (allievo del Cavalier d’Arpino), ipotesi che appare maggiormente convalidata. Sembrerebbe, infatti che la sua raffigurazione compaia nell’affresco della parete destra “San Francesco guarisce un lebbroso”: si tratta del giovane di spalle, alto e biondo, posto sullo stesso piano della figura di San Francesco la cui immagine risulta come una sorta di firma dell’opera.

Le due opere sono legate temporalmente dall’arco di accesso, pressochè identico all’arco dell’Annunciazione della Cappella Baglioni di Spello, sicuramente l’architetto Troian Schiratti si è ispirato per la realizzazione di questo arco a quello dell’affresco della cappella Baglioni di Spello.A Sipicciano tra gli altari presenti nella Chiesa di Santa Maria Assunta in cielo c’era l’Altare dell’Annunciazione del quale restano solo piccoli frammenti di antichi affreschi, ormai perduti; altare realizzato nel XVI secolo quindi contemporaneo agli affreschi di Spello

CENNI STORICI

Il 3 marzo 1431 papa Eugenio IV eleva a contea i feudi di Castel di Piero, Graffignano e Sipicciano, concedendo a Francesco o Cecco III, di Giovanni I Baglioni, il titolo di Conte, quale benemerenza che la stessa famiglia Baglioni aveva acquisito nel difendere i diritti della Chiesa. Con esso inizia un lungo periodo di dominio sui tre castelli della Teverina da parte della famiglia Baglioni.Nel 1434 Cecco Baglioni paga il censo dovuto per i diritti acquisiti su Selva Pagana, vasta tenuta tra i territori di Sipicciano, Graffignano, Montecalvello e Pian Torena, mentre si rafforza con gli anni e con nuove nobili parentele il dominio su Sipicciano. E’ infatti il figlio Pandolfo a tenere il castello ancora nel 1464 insieme alla moglie Maddalena, figlia di Matteo Orsini di Mugnano e di Agnese degli Anguillara.

Dopo una serie di controversie nate per la spartizione dei beni fra gli eredi, il castello di Sipicciano passa ai fratelli Giovan Paolo e Fierabraccio di Pandolfo, che ne sono Signori nel 1514, e successivamente ai figli di quest’ultimo, Giovan Carlo e Pirro I.Morto Giovan Carlo e con Pirro I privato dei suoi beni dopo gli oltraggi di lesa maestà da lui commessi nei confronti di papa Adriano VI, il castello passa ad un altro Baglioni, Alfonso figlio di Antonio e di Beatrice Farnese, e da questi alla sorella Ortensia Baglioni-Farnese che nel 1545 dà avvio ai lavori di ristrutturazione del castello di Sipicciano che completa nel 1548, avvalendosi di valenti maestranze del tempo, quali lo scalpellino Musacco da Settignano. Ma Ortensia, sposatasi per ben tre volte in pochissimi anni, lascia il castello per andare a vivere a Vignanello, cedendo la sua quota di proprietà al cugino Alberto Baglioni di Pierbaglione, che ne diventa padrone assoluto dopo aver acquistato anche l’altra quota, appartenuta a Francesca Baglioni, figlia di Pirro I Baglioni.

Alberto vive prevalentemente a Sipicciano, curando i molteplici interessi che ha nella ricca valle Teverina e dando inizio ad importanti lavori, segno della sua potenza e sensibilità artistica, fra i quali il decoro dell’aula magna del suo palazzo (a. 1566) e la commissione ad affrescare la Cappella di famiglia (a. 1582) nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo.Morto Alberto il castello passa ai figli Federico e Pirro II i quali, oltre a terminare i lavori della Cappella commissionati dal padre, continuano a curare i molteplici interessi che hanno non solo nella Teverina, ma anche a Viterbo, a Bolsena e nella Tuscia settentrionale. Ma la loro capacità amministrativa è di gran lunga inferiore a quella del padre, e per questi motivi il castello si avvia ad un lento decadimento ed a una lenta spogliazione, per via dei debiti e delle spese ormai insostenibili, anche da parte dei figli di Pirro II, Vincenzo e Paolo Antonio, a tal punto che i creditori fecero ricorso alla Congregazione dei Baroni.

Il castello viene così venduto a Pietro d’Altemps, duca di Gallese, che nel frattempo si era offerto di comprare Sipicciano per la somma di 60.000 scudi, «cum pacto redimendi intra 8 annos…». I Baglioni si rivolsero successivamente al principe Barberini di Montelibretti offrendolo al prezzo di 90.000 scudi, di cui 30.000 per pagare le ipoteche e le cauzioni, e da questi Francesco Baglioni l’11 agosto del 1632, ricevuta la somma concordata, riscattò il castello a favore del principe Taddeo Barberini, nipote di Urbano VIII. Poco dopo moriva Francesco al quale sucedettero i fratelli Vincenzo e Paolo Antonio i quali, il 15 gennaio 1633, confermarono la vendita al Barberini.Dal Barberini, che in quegli anni aveva dato in affitto il castello e le sue proprietà ai viterbesi Andrea Maidalchini e Tommaso Malvicini, Sipicciano passa il 19 dicembre del 1644 e per la somma di 90.000 scudi, a Prospero Costaguti del fu Antonio, patrizio genovese e cittadino romano, la cui famiglia tenne il castello sino all’anno 1879

FRANCESCA BAGLIONI DI CASTEL DE PIERO VITTIMA DELLE NOZZE ROSSE

La cappella Baglioni di Spello viene commissionata un anno esatto dalle famose nozze rosse, in cui Grifonetto Baglioni ed alcuni suoi cugini massacrano durante il matrimonio Astorre I Baglioni e la consorte neosposa Lavinia colonna, Guido I Baglioni e la di lui consorte Costanza di Varano e Rodolfo I Baglioni e la di lui consorte Francesca Baglioni di Castel de Piero dei Baglioni della Teverina. La cappella di Spello è un’opera di redenzione che riporta la famiglia Baglioni ai primordi del cristianesimo riproponendo l’annunciazione, la natività e i filosofi e dottori che discutono sul messia arrivato in terra a mettere pace ad ogni ostilità in questo caso familiare

il 14 luglio 1500. Astorre I Baglioni , subito dopo il matrimonio pubblico con Lavinia Colonna celebrato per sancire la sua scalata al potere, fu ucciso da Grifonetto Baglioni , figlio di Atalanta e di Grifone , secondogenito di Braccio . Incontratosi in maniera casuale con Giampaolo , il giovane Grifonetto venne risparmiato momentaneamente ed invitato ad andarsene, ma il cugino Gentile lo inseguì uccidendolo a sua volta. Atalanta Baglioni corse in piazza e trovò ancora in vita il figlio Grifonetto, che prima di morire chiese perdono per sé e per i suoi assassini. Per commemorarlo Atalanta, nipote di Malatesta I Baglioni , commissionò un’opera pittorica per la chiesa di San Francesco al Prato,, realizzata da Raffaello in cui lei e Grifonetto venivano rappresentati nella deposizione di Cristo , sistemata nella cappella di San Matteo, loro luogo di sepoltura. La Deposizione Borghese è a tutt’oggi considerato uno dei più bei quadri rinascimentali del Mondo.

In un certo senso “Francesca Baglioni di Castel De Piero” assassinata durante le nozze rosse di Perugia rivive sia nella Cappella Baglioni di Spello ed il ricordo in quella di Sipicciano, un fatto questo poco citato nella Tuscia che il più delle volte vive passivamente la sua storia pregna di personalità papaline dal carattere suddito ma il quadro di Raffaello Sanzio “La Deposizione Borghese” oltre ad essere considerato uno dei più bei quadri Rinascimentali esistenti al Mondo è stato reso immortale da Oscar Wilde che osservando questo quadro ed in particolare la bellezza di Grifonetto Baglioni immortalata da Raffaello Sanzio, ne ha tratto ispirazione per scrivere il suo best seller mondiale “ il ritratto di Dorian Grey”la cui storia narra di  un aristocratico senza scrupoli, che rimane giovane e bellissimo in eterno mentre il suo ritratto invecchia e rappresenta tutti i suoi peccati ed il suo animo oscuro.

La cappella Baglioni di Sipicciano rappresenta i miracoli di San Francesco, alcuni limitrofi alla comunità di Sipicciano quali Alviano, Lugnano in Teverina, etc… e dal 1447 il patrono del castello di Sipicciano è San Bernardino da Siena , teologo francescano nominato santo nel 1450 e tratta il tema della Resurrezione e quello della guarigione dalla malattia; la storia del ramo perugino e del ramo della Teverina dei Baglioni è simboleggiato da questo arco sicuramente copiato dall’architetto di Alberto Baglioni e per sua volontà, sicuramente per ricordare la grande umanità e misericordia di San Francesco e per ricordare Francesca Baglioni di Castel De Piero uccisa giovanissima a coltellate durante una cerimonia nuziale

Esiste questo “arco temporale” che nella cappella Baglioni diventa “arco di accesso alla cappella della famiglia Baglioni” che in qualche modo e con riferimenti precisi unisce le due sponde del Tevere sotto il casato dei Baglioni

Entrambi le cappelle Baglioni sia quella di Spello che quella di Sipicciano meritano una visita , per approfondimenti relativi alla Cappella Baglioni di Sipicciano il bel libro scritto e ben illustrato da Claudio Mancini e Stefania Profili

Pirro Baglioni

 

Copyright © All rights reserved. | Newsphere by AF themes.