Home Cronaca Sono 5 milioni i poveri in Italia, più di un milione i bambini e i ragazzi: 20% in più in dieci anni
Sono 5 milioni i poveri in Italia, più di un milione i bambini e i ragazzi: 20% in più in dieci anni

Sono 5 milioni i poveri in Italia, più di un milione i bambini e i ragazzi: 20% in più in dieci anni

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ono oltre cinque milioni i poveri in Italia, l’8,4% della popolazione residente. Un dato in aumento costante nel tempo: in dieci anni la povertà assoluta è infatti aumentata del 182%. Degli oltre 5 milioni di poveri, un milione 200 mila sono bambini e ragazzi. La lotta alla povertà può contare su un articolato sistema di misure, piccole e grandi, per lo più sconosciute e invisibili al grande pubblico, che fanno però la differenza in qualità della vita per tante persone e famiglie.

A promuovere questi interventi, diffusi in modo capillare sull’intero territorio nazionale, sono enti locali, organizzazioni del non profit, aziende, comunità. Spesso lavorano in stretta e fruttuosa collaborazione. La povertà non è solo una questione monetaria. Può essere educativa, abitativa, sanitaria. Contro i tanti tipi di povertà il territorio si mobilita ed ecco nascere progetti per facilitare il ricollocamento nel mondo del lavoro, per poter assicurare un pasto al giorno, per migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie, per offrire un tetto a chi dorme per strada.

a una parte anziani che vivono da soli in una casa troppo grande; dall’altra, persone che hanno perso il lavoro o si sono separate, non riescono a pagare un affitto e non sanno dove andare. A questi due bisogni risponde il cohousing, un progetto di coabitazione solidale pensato da Auser Firenze per contrastare la povertà abitativa. Dal capoluogo toscano sono partite le prime coabitazioni che ora sono esperienza anche a Pistoia, Pisa, Livorno, Pavia, Bologna, Osimo: 623 le persone coinvoltein dieci anni in 302 coabitazioni sociali. Negli ultimi cinque anni, sono anche nati i condomini solidali che ospitano 49 persone in sei alloggi tipo ‘shared supported houses’.

aschio ed ha 44 anni l’utente-tipo che chiede aiuto alla rete Caritas per problemi legati alla povertà. In un caso su quattro le richieste provengono da giovani, 18 e 34 anni. Nel 2017 sono state quasi 200 mila le persone che hanno chiesto una qualche forma di aiuto e sostegno ai Centri di Ascolto (CdA), circa 2 mila (il 58,9%) in 185 diocesi. In valore assoluto lo scorso anno la rete Caritas ha realizzato circa 2 milioni 600 mila interventi, in lievi diminuzione rispetto al 2016.

www.caritasitaliana.it

 

In dieci anni la povertà assoluta è aumentata in Italia del 182%. Nel 78,4% dei casi le richieste hanno avuto a che fare con la povertà economica: problemi di occupazione (54%) e abitativi (26,7%). Nel 57,8% dei casi si tratta di stranieri. Il 15,6% degli utenti sono pensionati, il 45,9% è sposato, il 63,9% ha figli. I disoccupati ascoltati rappresentano il 63,8% dei casi (67,4% fra gli stranieri). Due terzi degli utenti ha titolo di studio basso, non oltre la licenza media (77,4% tra gli italiani). Anche se diminuiscono le storie di povertà intercettate, si rileva una maggiore complessità e cronicità dei casi: il 22,4% risulta essere in carico da uno o due anni e sono in aumento gli utenti che vivono situazioni di fragilità da 5 anni e più (22,6% contro il 18,7% del 2016). In crescita il numero delle persone senza fissa dimora; ancora oggi la rottura dei legami familiari costituisce un fattore scatenante nell’entrata in uno stato di povertà. La forma di aiuto più frequente è stata l’erogazione di beni e servizi materiali (62,9%); fra queste spiccano le distribuzioni di pacchi di viveri di vestiario e i pasti alla mensa. (ansa- foto ansa)

 

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