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Serra bombarda Frontini di citazioni, ma sono offese

Serra bombarda Frontini di citazioni, ma sono offese

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Citazionismo malattia infantile dello stra-localismo?

Iniziare con una citazione (in ogni caso riveduta e corretta) un pezzo sull’abuso di citazioni e brocardi perpetrato da pensatori e politici stra-local non è il massimo, ne siamo consapevoli, ma quanno ce vo, ce vo, come diceva Gigi Proietti (o era Enrico Montesano?).

Capita che il dottor Francesco Serra, dirigente del PD e numero 2 (o 3?) della corrente del consigliere regionale canepinese Rico Panunzi, scriva un comunicato per confutare alcune affermazioni della candidata sindaco avversaria Chiara Frontini e, per converso, esaltare le parole della sua candidata sindaco Alessandra Troncarelli.

Nulla da obiettare. E’ in corso un ballottaggio tra le due donne per la poltrona di sindaco di Viterbo e ciascuno usa le armi che ritiene più congeniali.

Andando indietro con la memoria a vecchi consigli comunali e rivedendo sul web alcune di quelle non proprio epiche sedute (Luisa Ciambella, e non solo lei, sa a cosa esattamente ci riferiamo), confessiamo che non avevamo mai avuto sentore di tutta l’erudizione che il dottor Serra sfoggia in questo suo comunicato elettoralistico.

Prima Serra-citazione: “’Noi siamo la città e la città è noi’… ascoltando queste parole pronunciate da Chiara Frontini dopo i risultati del primo turno delle comunali mi è venuto in mente il titolo di un vecchio libro di Elfriede Jelinek, scrittrice austriaca premio Nobel 2004, che descriveva la parabola di Jorg Haider lo scomparso leader del partito della destra nazionalista populista del suo paese. E infatti, probabilmente inebriata dall’amaro calice del potere, Chiara Frontini ha arringato i suoi con una frase sintomo di un giovanile, quanto superficiale, delirio di onnipotenza che nemmeno il 30 per cento dei consensi può giustificare. Una totale assenza di sensibilità istituzionale che invece dovrebbe essere la prima caratteristica di un candidato Sindaco”.

Il titolo del libro della scrittrice austriaca premio Nobel, chissà perché, il politico piddista non lo cita per esteso (a quanto sembra Elfriede Jelinek è però schizzata in cima ai tutti i motori di ricerca dopo la pubblicazione del comunicato serriano). Quello che conta infatti è paragonare Chiara Frontini al “nazista” Haider (“leader del partito della destra nazionalista populista” sottintende questo e non altro) e accusarla, en passant, di “delirio di onnipotenza” e “totale assenza di sensibilità istituzionale”.

“Delirio di onnipotenza” e “totale assenza di sensibilità istituzionale” di cui, in verità, è priva la sua candidata sindaco, che giustamente brandisce il suo importantissimo curriculum e i suoi sfavillanti galloni di assessora regionale manco fossero le spade di re Artù.

Dalla citazione “alta”, Serra passa senza soluzione di continuità alla citazione nazional-pop: “Non c’è un ‘noi’ inteso come governanti e gli altri, intesi come i cittadini, ‘gli altri siamo noi’ come cantava Umberto Tozzi…”.

Nazional-pop per nazional-pop, quando ascoltiamo o leggiamo i ragionamenti di Serra, che non più tardi di pochi mesi fa aveva solennemente annunciato il suo ritiro dalla politica attiva, ci ritorna in mente il grande Lucio Battisti: “Ancora tu/Ma non dovevamo vederci più”.

Ma la citazione delle citazioni, quella con cui il medico e politico mette k.o. la populista (e sotto sotto un po’ “nazista”), infantile e irrispettosa delle istituzioni Frontini, porta addirittura la firma del papa in carica: “È lavorando in questo settore (le politiche sociali) che Alessandra Troncarelli ha imparato a ‘pensare agli altri ‘ stando ogni giorno a contatto con esclusione sociale e povertà con quei ‘poveri’ che come ha rammentato Papa Francesco a tutti i politici ‘sono sempre con Voi’”.

Tralasciamo, per non annoiare troppo l’(e)lettore, le tante contumelie travestite da opinioni con cui il coltissimo Serra infioretta il suo comunicato anti Frontini e pro Troncarelli.

La prossima volta, se mai ci sarà, consigliamo il dottor Serra di lasciare perdere le citazioni, “alte” o nazional-pop che siano, e di limitarsi alle sole contumelie. A partire da quei bei “vaffa” che, come tanti boomerang, alle fine si sono abbattuti con violenza sulle teste dei suoi attuali alleati grillini. Il famoso campo largo dei “vaffa” (da parte degli elettori).

(Adolfo Coltano)

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