30 Settembre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Secco NO a Panunzi da Letta, fine di un incubo per il Pd viterbese?

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Negli ultimi giorni i rumors provenienti da via del Nazareno già lasciavano intendere chiaramente che il consigliere regionale Panunzi non ce l’avrebbe fatta ad ottenere la candidatura per l’uninominale alla Camera: ieri sera tardi la conferma ufficiale, alla riunione della direzione pd, che ovviamente l’house organ della corrente scrive abbia gettato nella disperazione e nella rabbia totale molti circoli della provincia già in agitazione, ma la realtà è che  il pd lukashenkiano sono anni che la racconta a modo suo, con i potenti mezzi della Regione Lazio.

Possiamo dire però, che quanto è accaduto è la prova lampante che il pd viterbese non è considerato, specie da quando è diventato “metà partito”,  a livello nazionale: nè può succedere  che un partito di pur sempre gloriose tradizioni lasci per decenni un uomo solo al comando in grado di eliminare ogni confronto e dialogo interno  e di costruire una oligarchia arrogante e strapaesana che metta a tacere ogni dissenso, anche attraverso la delegittimazione forzosa  dell’avversario, e si dedichi da mane a sera alla gestione di un potere assoluto e spartitorio puntando sulla trasversalità e sulla fine della politica propriamente detta.

Abbiamo più volte definito il “dittatore di Canepina” Lukashenko, proprio per i metodi da lui usati, l’elargizione delle regalie ai fedeli, il contatto con i cittadini fatto solo di paternalismo pietistico, il liberismo selvaggio scelto in materia economica, l’insofferenza nei confronti di qualsiasi valore proveniente da una sinistra democratica, moderna e occidentale.

Panunzi ha creato un metodo di governo cinico, si è fatto aiutare da servi senza scrupoli  e spietati pronti a tutti pur di aiutarlo, a spargere veleni,  mettere in moto putride macchine del fango, riuscendo a far sì che ogni oppositore finisse all’indice nei rapporti con le istituzioni locali.

Chiaro che averlo come rappresentante della Tuscia in Parlamento sarebbe stato un incubo terribile per tutte le coscienze libere e democratiche del territorio e va dato atto a Letta di averlo evitato con saggezza.

Ora prepariamoci a tutto fino alle regionali di gennaio, c’è un sistema che è alle ultime battute, ma che non vuole arrendersi: c’è tanta gente però, o almeno ce lo auguriamo, stanca di sopraffazioni, di minacce più o meno velate, di oscurantismo totale da provincia depressa.

Il Pd è pur sempre il maggior partito dei progressisti e dei cattolici democratici anche in Tuscia, deve essere restituito ai cittadini e sottratto alla proprietà di giri familisti chiusi in se stessi che guardano solo ai propri personali obiettivi: l’augurio è che  possa al più presto ripartire con nuovi uomini e donne liberi e vogliosi di incidere nell’interesse collettivo per la crescita di un territorio oltremodo maltrattato e oltraggiato più volte e mai valorizzato per quanto meriti.

(pasquale bottone)

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