Home Cronaca Santa Rosa 2018, il “disordine” e la passerella dei soliti noti: un 3 settembre da dimenticare, a parte “Gloria” e i facchini, sempre unici, ecco perchè
Santa Rosa 2018, il “disordine” e la passerella dei soliti noti: un 3 settembre da dimenticare, a parte “Gloria” e i facchini, sempre unici, ecco perchè

Santa Rosa 2018, il “disordine” e la passerella dei soliti noti: un 3 settembre da dimenticare, a parte “Gloria” e i facchini, sempre unici, ecco perchè

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A parte il Trasporto della Macchina, sempre di grande bellezza e suggestione, il “sacrificio” dei facchini che si rinnova negli anni con uguale vigore e passione, questo è stato un 3 settembre da dimenticare per molti altri versi: a cominciare da un ordine pubblico che ha mostrato di funzionare a singhiozzo, d un coordinamento tra Comune e Prefettura ancora da rodare e di una immagine di festa popolare soppiantata da sempre più  fastidiose passerelle dei soliti noti e diffuso elitarismo burocratico: non parliamo di Salvini, ovviamente, condivisibile o meno politicamente, ha saputo comunicare come un politico moderno e alla mano incontrando i viterbesi e non negandosi al loro, sarà pure stato clamoroso, ma evidente affetto.

In questo senso il leader leghista ha rispettato la festa padronale più di tanti altri notabili rinchiusi nelle stanze di palazzo con le loro corti a pavoneggiarsi tristemente: buffet, chiacchiere e pacche sulle spalle come nelle peggiori tradizioni del cerimoniale “politico”: il canto del cigno gaudente e plautesco di una classe dirigente affossata dagli eventi elettorali degli ultimi mesi.

Ma non vogliamo una Santa Rosa dove le sedie a disposizione finiscono tutte, chissà perchè, davanti alla Prefettura, nè una Santa Rosa in cui studentelli arroganti e maleducati fanno il bello e il cattivo tempo per un giorno intero senza che nessuno li mandi a casa anticipatamente. Non vogliamo un 3 settembre di caste prevaricatrici che non vogliono rinunciare alle classiste tribune, di “promozioni” dell’evento annunciate e poi smarritesi nel nulla, di ordinanze del sindaco disattese come carta straccia.

Santa Rosa deve essere la festa di tutti e non solo di chi vuole usarla per giocare all’evento mondano con i suoi amici :  le oligarchie passatiste hanno fatto il loro tempo così come la divisione dei cittadini in signori, signorotti e rumorosa plebe da confinare in appositi spazi, il mondo dal medioevo ad oggi è andato avanti, a Viterbo troppe volte lo dimenticano.

(pasquale bottone)

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