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Sanità Lazio, l’OPI firma accordo con regione e università per inviare studenti di infermieristica negli hub

Sanità Lazio, l’OPI firma accordo con regione e università per inviare studenti di infermieristica negli hub

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Nella nota diffusa dalla regione Lazio si fa riferimento alla sottoscrizione un accordo tra Regione Lazio, le Università e l’Ordine delle Professione Infermieristiche per l’impiego degli studenti dei Corsi di Laurea in Infermieristica e di Infermieristica pediatrica nei centri vaccinali e nei centri per l’esecuzione del tampone naso-faringeo della Regione

Detto accordo prevede che gli studenti iscritti al terzo anno dei Corsi di Laurea potranno svolgere le attività di tirocinio presso i Centri Vaccinali e i Centri per l’esecuzione del tampone naso-faringeo. Tale attività di tirocinio, che deve prevedere l’attività di inoculazione del vaccino o di tamponamento, dovrà essere coordinata dai responsabili dei suddetti centri ed eseguita sotto la supervisione di un Tutor.

Ma come può l’Ordine delle Professioni infermieristiche (OPI) firmare un accordo che prevede l’utilizzo di studenti negli Hub vaccinali e nei centri per l’esecuzione dei tamponi, permettendo così alla regione Lazio di risparmiare sulla spesa del personale degli infermieri, che tra l’atro percepiscono, secondo quanto affermato dal Nursing Up, “25 euro l’ora, con prestazioni aggiuntive, mentre i medici nello stesso Hub percepiscono una somma oraria di 60 euro”.

Vibranti le proteste degli infermieri laziali che si vedono ancora una volta calpestati da un accordo che arriva da quell’ente (OPI) che invece avrebbe dovuto valorizzarli.

La segretaria regionale del Nursing Up Laura Rita Santoro annuncia battaglia contestando sin da subito l’accordo.

 

“L’accordo accordo prevede che gli studenti iscritti al terzo anno dei Corsi di Laurea, che in epoca di pandemia Covid, e per ragioni di lockdown non hanno fatto adeguate e proporzionate ore di tirocinio, …e in taluni casi non hanno ancora superato tutti gli esami di tirocinio, potranno svolgere le attività di tirocinio presso i Centri Vaccinali e i Centri per l’esecuzione del tampone naso-faringeo. L’attività diagnostica legata all’uso dei tamponi è un attività che è fortemente operatore dipendente, e richiede un certa esperienza, che la direttiva sembra sottovalutare fortemente!

La citata attività di tirocinio, che dovrebbe prevedere l’attività di inoculazione del vaccino o di tamponamento, ma, dovrà essere coordinata dai responsabili dei suddetti centri ed eseguita sotto la supervisione di un Tutor. Il rapporto previsto tra  tutor e studenti durante il tirocinio non dovrà superare 1:8; il rapporto ottimale sarà comunque definito tenendo conto della logistica e dell’organizzazione dei centri presso cui gli studenti saranno inseriti.

Tutto ciò non considera che i tutor sono molto pochi, alcuni dei quali mai formalizzati, spesso utilizzati a metà tra le attività istituzionali e/o di coordinamento e come tutor.

La solita coperta corta, di cui la regione Lazio non si è mai spesa più di tanto. La situazione pandemica ed emergenziale poteva essere scarsamente tollerabile, ma giustificata, due anni orsono, ma continuare a spremere il personale in siffatta misura, coinvolgendo gli studenti d’infermieristica ad oggi è scandaloso!

Soprattutto in virtù del fatto che esistono ancora graduatorie attive, come quella dell’ospedale Sant’Andrea, graduatorie di mobilità come quelle di Latina ecc.

Sappiamo tra l’altro, che nel caso dei medici si coinvolgono gli specializzandi, quindi personale medico impegnato in percorsi di studi, ma già laureato in medicina, al valore di 60 euro l’ora. …mentre il personale infermieristico subisce ben altro trattamento, rispetto dal periodo inizio pandemia, …gli infermieri ci risulta vengano pagati 25 euro l’ora, con prestazioni aggiuntive, che debbono essere ancora corrisposte benché svolte tra il mese di luglio ed agosto!

Ora leggiamo che si decide di sostituire gli infermieri, con studenti d’infermieristica, senza contemplare nulla di remunerativo, ne per gli studenti, ne per i tutor, ne per l’impegno dei docenti”.

(fonte Redazione NurseTimes)

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