4 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Rotelli, Sabatini, così vicini vicini, così distanti

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La politica, che sia stra-local, locale, nazionale, europea o mondiale, prevede da sempre lo stesso rituale. Il figlio uccide il padre (politico). Ma nel mondo politico italiano, più che il mitologico complesso di Edipo, che uccide il padre e sposa la madre, vige il complesso di Amintore Fanfani, che uccise il padre (politico) Attilio Piccioni per “sposare” o, per meglio dire, conquistare la leadership del partito della Democrazia Cristiana.

Si parva licet, oltre dieci anni fa Mauro Rotelli uccise il padre (politico) Giancarlo Gabbianelli per “sposare” o, per meglio dire, conquistare la leadership della Destra viterbese.

Fino ad oggi, infatti, Fratelli d’Italia, partito che a livello nazionale rappresenta la Destra italiana postfascista che va da Arturo Michelini fino a Giorgia Meloni, è stato in loco incarnato dall’attuale onorevole Mauro Rotelli e dai suoi fedelissimi.

Il fatto nuovo è che alle ultime comunali viterbesi, in cui Fratelli d’Italia si è presentato autonomamente con un proprio candidato sindaco (l’ex consigliere regionale, ex senatore ed ex assessore comunale Laura Allegrini), due dei tre consiglieri eletti (Antonella Sberna e Matteo Achilli), ricchi tra l’altro di un ragguardevole bottino di voti di preferenza, non sono due fedelissimi dell’onorevole, ma due transfughi provenienti dal partito alleato-concorrente Forza Italia.

Se poi si pensa che Antonella Sberna è la moglie di un ex assessore comunale ed ex consigliere regionale della Destra (ma non un fedelissimo di Rotelli: i referenti politici romani dei due sono infatti sempre stati distinti e distanti) come Daniele Sabatini, che ha non ha mai nascosto l’ambizione di rientrare nell’agone politico dalla porta principale, la faccenda si complica e si ingarbuglia.

Le ambizioni della coppia Sberna-Sabatini coincidono con quelle di Rotelli e del suo gruppo? La prima, a quanto si dice, vorrebbe ritornare a fare l’assessore. Ma perché il suo desiderio si avveri, Fratelli d’Italia dovrebbe entrare nella maggioranza civica di Chiara Frontini. Il secondo, invece, vorrebbe essere di nuovo candidato al consiglio regionale con un partito in forte ascesa come, tanto per non fare nomi, Fratelli d’Italia. Ma per garantire l’elezione sicura al consorte della Sberna, Rotelli dovrebbe sacrificare uno dei suoi fedelissimi. In entrambi i casi, non è difficile da prevedere, potrebbero sorgere insormontabili problemi di natura politica e non solo.

A meno che la coppia Sberna-Sabatini e Matteo Achilli non fuoriescano dall’orbita meloniana e si dichiarino indipendenti in attesa di un nuovo approdo politico (uno dei tanti nascenti partiti e partitini di centro o di centro-destra).

In parallelo ai travagli politici delle new entry di Fratelli d’Italia, ci sono quelli della maggioranza civica di Chiara Frontini.

Alle imminenti elezioni regionali e nazionali con chi si schiererà il patto civico? Con la Destra di Fratelli d’Italia? Con un ipotetico movimento di Centro “civico”? Con nessuno?

Come diceva quel tale: “Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!”.

(Mario Correnti)

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