4 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Roma, droga: “Se non paghi ti pesto come l’uva, ti sparo”, le minacce dello “spaccio” capitolino, l'”operazione Adriano”, 11 arresti

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Una inchiesta nata quasi per caso quella dell’operazione Adriano che ha portato allo smantellamento di un sodalizio attivo tra Tivoli e Guidonia, capace di spacciare cocaina, crack, derivati della cannabis e anche eroina.

A finire in manette 11 persone (5 in carcere e 6 agli arresti domiciliari) responsabili, a vario titolo, di aver messo in piedi una piazza di spaccio nel quartiere dell’Adrianella, un’area limitrofa alla villa dell’Imperatore Adriano, patrimonio Unesco che dà il nome alla frazione del comune di Tivoli.

Le piazze romane come esempio

Affari che, però, non si svolgevano solo in provincia di Roma ma accarezzavano anche i territori del VI e del IV Municipio. A capo del sodalizio c’era Manuel S. che, come si legge dalle carte dell’operazione coordinata dalla Procura di Tivoli, era stato influenzato nel suo modo di gestire il business della droga da Giacomo Cascalisci, personaggio di notevole caratura criminale, boss della ‘Cosa Nostra Tiburtina’ e morto in carcere.

Il Gip Mario Parisi, nell’ordinanza di custodia cautelare, scrive: “L’indagato (Manuel S. ndr) avvalendosi della propria qualificata esperienza nel settore – secondo gli investigatori avrebbe fatto parte del gruppo di Cascalisci – si è adoperato per assumere un ruolo predominante nello spaccio dell’area tiburtina”.

D’altronde le vicine e più altisonanti piazze di Roma est, con il loro welfare criminale, lo devono pur aver ispirato perché anche all’Adrianella la droga veniva venduta da pusher stipendiati e riforniti di cibo sul posto come quelli dei NarcoSanBasilio. A procurare la droga c’era un contatto ben addentrato a Roma est.

E se i soliti canali a volte non riuscivano a garantire in tempo le partite di ‘coca’, crack e hashish, poco male perché Manuel S. riusciva ad acquistare le “lenticchie” (l’eroina) da uno spacciatore gambiano ospite di un centro d’accoglienza a Ponte di Nona.

“In un periodo di investigazioni relativamente circoscritto i tenaci ed efficaci sforzi dei militari hanno fatto emergere uno scenario francamente allarmante, caratterizzato dalla disinvolta, pervicace e ben organizzata realizzazione, in varie zone del territorio tiburtino, di stabili punti di spaccio di stupefacenti assortiti”, sottolinea il Gip Parisi in un altro passaggio. (lorenzo nicolini/ romatoday).

 

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