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Roma, Donatella Ferranti si è dimessa dall’Anm

Roma, Donatella Ferranti si è dimessa dall’Anm

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Nell’edizione di ieri, “Il Fatto Quotidiano” riporta un’indiscrezione inerente il magistrato ed ex parlamentare viterbese Donatella Ferranti che, secondo il loro abituale farisaico costume, i tanti pleonastici webgazzettini stra-local di regime hanno assolutamente ignorato. Il contesto è quello del Palamaragate, che ogni giorno si arricchisce di nuova appassionante puntata. Donatella Ferranti, che Palamara nel suo clamoroso libro-intervista scritto con Alessandro Sallusti (“Il sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana”, Rizzoli) neppure menziona, è uno dei tanti magistrati che dialogavano via chat con il discusso ex magistrato e, esattamente come tutti gli altri, si trova quindi a essere giudicata, prima ancora che dal Consiglio Superiore della Magistratura, dai probiviri dell’Associazione Nazionale Magistrati (il sindacato “unico” delle toghe).

Ricordiamo en passant che Palamara è stato prima espulso dal sindacato “unico” e poi dalla magistratura. “Donatella Ferranti – scrive Antonella Mascali su “Il Fatto Quotidiano” – si è dimessa dell’Associazione nazionale magistrati. La consigliera di Cassazione ed ex presidente della Commissione Giustizia della Camera, del Pd, secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, ha lasciato il sindacato delle toghe e così non potrà essere giudicata dai probiviri che devono valutare la caterva di chat di Luca Palamara con i magistrati che si autopromuovevano o sponsorizzavano, come la Ferranti, altri colleghi. […]

Ferranti ci risulta abbia inviato una lettera di dimissioni alla segreteria dell’Anm pochi giorni fa: naturalmente saranno i vertici dell’Associazione a doverle formalizzare. La giudice ha pure chiesto a Perugia, dove tutto è partito con l’inchiesta per corruzione a carico di Palamara, la cancellazione delle sue chat per violazione della privacy. […] Prima della Ferranti, per evitare il giudizio dei probiviri, l’anno scorso si era dimesso dall’Anm Cosimo Ferri, deputato renziano e magistrato in aspettativa di Magistratura Indipendente, tra i protagonisti dello scandalo nomine”.

Quel Cosimo Ferri, aggiungiamo sempre en passant, che ha ottimi amici e collaboratori nel Palazzo di Giustizia di Viterbo. La mossa di Donatella Ferranti segue di qualche mese quella di Marco Mancinetti, ennesimo magistrato viterbese coinvolto nel Palamaragate, che però ha reputato più opportuno dimettersi dalla carica di consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura. L’unico magistrato che, almeno finora, sembra non curarsi delle conseguenze dello scandalo è il procuratore capo della Repubblica di Viterbo Paolo Auriemma. Nonostante sia infatti sottoposto, proprio come il suo collega e sodale Mancinetti, a un procedimento disciplinare da parte dell’apposita commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, scaturito a sua volta da un’indagine della procura generale della Cassazione, Auriemma è rimasto tranquillamente al suo posto. Chissà ancora per quanto.

(Gustav Briegleb)

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