Home Cronaca Rissa a San Faustino: Viterbo città dei “ghetti”, dei “club per soliti noti” e della “lotta tra bande” in ogni campo
Rissa a San Faustino: Viterbo città dei “ghetti”, dei “club per soliti noti”  e della “lotta tra bande” in ogni campo

Rissa a San Faustino: Viterbo città dei “ghetti”, dei “club per soliti noti” e della “lotta tra bande” in ogni campo

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La maxi rissa di Piazza San Faustino non ci meraviglia per niente, le realtà straniere che vivono la zona sono ormai da tempo corpo sociale a sè, come un ghetto estraneo alla città: è chiaro che chi è responsabile di atti di violenza deve essere punito senza esitazioni, che le maxi-risse vanno scoraggiate con fermezza, ma non si può negare che Viterbo sia diventata per eccellenza la città della “lotta tra bande”.

Lo è tra politici, classe dirigente ed imprenditoriale, in tutti i campi: una città che se ha adottato il far west è quello delle regole, delle normative, spartitorie, familistiche e spesso immorali.

Una città svuotata di ogni senso comune divisa tra club privilegiati di soliti noti cui tutto è concesso e tanti piccoli grandi ghetti, quello degli extracomunitari,  degli universitari, dei forestieri, dei burocrati fuori sede e così via: ed una città che non ha spirito di appartenenza tra i suoi cittadini, è fragile, divisa, litigiosa, appartata.

Il problema principale è quindi di disegno di città,  riguarda il grado di partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, la trasparenza amministrativa, le pari condizioni di accesso al lavoro, ad una vita normale: premesse necessarie altrimenti continueremo a vivere in una poco ospitale  e blindata città dei ghetti, continuando a credere la violenza un corpo estraneo, quando nasce e si nutre da sempre di disagio e di sottosviluppo.

(pasquale bottone)

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