Home Cronaca Rinascimento “viterbicolo”, fare l’editore con i soldi degli altri
Rinascimento “viterbicolo”, fare l’editore con i soldi degli altri

Rinascimento “viterbicolo”, fare l’editore con i soldi degli altri

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Secondo la celebre equazione di Tommaso Labranca, il trash è l’esito (fallimentare) della non riuscita emulazione di un modello alto. Il modello alto del Megadirettore e Megaeditore Galattico è il fondatore de “La Repubblica” Eugenio Scalfari. Nel suo caso, l’esito (fallimentare) della non riuscita emulazione è un webgazzettinismo stra-local che ha tutti i difetti (gli endorsement mai benauguranti, le campagne di stampa discutibili o in odore di killeraggio) ma non i (supposti) pregi (il grande potere editoriale-politico-finanziario e il cospicuo conto in banca) del modello alto scalfariano.

Si nasce incendiari e si diventa pompieri, si nasce Eugenio Scalfari e si diventa un Ettore qualunque con qualche soldino in saccoccia e un’impresa che raccoglie utili con mezzi spregiudicati e borderline che giustificano i propri personalissimi fini. Ma il nostro trash Megadirettore e Megaeditore Galattico, caparbio come solo i più ammirati self made man (da Silvio Berlusconi a Francesco Mattioli) sanno essere, questa volta ha deciso di stupire i suoi 25 miliardi di lettori con un’iniziativa, almeno all’apparenza, coraggiosa e controcorrente. E così, dopo aver vaticinato la fine della carta stampa e la conseguente chiusura di edicole e librerie, oggi proclama orgoglioso la nascita di una sua casa editrice specializzata in tradizionali libri di carta.

Al netto di tutta la fuffa, di tutto il delirante narcisismo e di tutte le citazioni da vecchio liceale di provincia che sciorina al microfono del suo fido e zazzeruto Signorino Grandi Firme (l’intervista, ça va sans dire, è infatti pubblicata sulle colonne virtuali del suo webgazzettino), il direttore del mitico “Zingaweb” ha avuto un’idea geniale che ricorda molto una vecchia (e volgare) battuta dello spericolato imprenditore Stefano Ricucci. Se l’ex consorte di Anna Falchi ironizzava su quelli che, secondo lui, volevano fare i f***i con il c**o degli altri, il Megadirettore e Megaeditore Galattico, per non essere da meno, vuole fare l’editore con i soldi degli altri.

Laddove per tutti gli altri editori c’è il famigerato “rischio impresa”, per il nostro self made man c’è lo sponsor, perché, come spiega sussiegoso, “come nel Rinascimento, è bene che le opere dell’ingegno vengano sostenute economicamente da chi ha la capacità di farlo. In particolare se si tratta di imprese e/o istituzioni che si contraddistinguono per innovazione e per qualità del loro operare. La cultura è l’unico investimento che garantisce suoi effetti a lungo termine e una ricaduta per tutti i cittadini. Per questo è importante e necessario sostenerla e renderla libera da vincoli e limiti.  I libri di ******** editore sono opere che, per il pregio e la libertà che esprimono, si avvalgono del sostegno di aziende private di alta qualità. Questa opera è stata pubblicata sotto l’egida dell’azienda (segue enorme logo dello sponsor)”.

In questo Rinascimento viterbicolo, inutile dirlo, gli sponsor cacciano i soldi senza alcuna contropartita, solo perché amanti della Cultura con la “c” maiuscola. Titolo del prossimo libro “sponsorizzato”? Pinocchio non era un bugiardo.

(Peppino Pulitzer)

foto Tusciaweb- tutti i diritti riservati

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