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Repubblica: “Flaminia Tosini (candidata sindaco di Vetralla Futura)  rischia un nuovo processo  per i permessi per l’impianto di Castelforte”

Repubblica: “Flaminia Tosini (candidata sindaco di Vetralla Futura) rischia un nuovo processo per i permessi per l’impianto di Castelforte”

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A firma Andrea Ossino Repubblica Roma oggi pubblica un articolo dal titolo: “Inchiesta sulla zarina dei rifiuti Flaminia Tosini: nel mirino dei pm le autorizzazioni per il Tmb di Latina- Rischia un nuovo processo la dirigente della Regione, (attualmente candidata sindaco per le comunali di Vetralla con la lista Vetralla Futura)  per aver rilasciato i permessi che hanno consentito il funzionamento dell’impianto di Castelforte”. Lo riportiamo di  seguito così come pubblicato 

 

 

Autorizzazioni assenti o rilasciate in maniera sospetta e rifiuti gestiti “abusivamente”. L’ennesima inchiesta che rischia di portare Flamina Tosini a processo punta sul Tmb di Castelforte. La donna, ex Direttore Regionale della Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei rifiuti, già a capo di ben otto aree tra le quali spiccano: area rifiuti, area di valutazione impatto ambientale e area di autorizzazione, è stata raggiunta da una richiesta di rinvio a giudizio. Proprio come Antonio ed Enrico Giuliano, ai vertici dell’impianto che sorge in provincia di Latina.

Sul registro degli indagati compare anche il nome di Felice Rea, titolare laboratorio analisi di Frosinone incaricato di firmare i “rapporti di prova”. Al centro dell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Alberto Galanti c’è il Centro Servizi Ambientali, con il suo Tmb dalla capienza di 67.650 tonnellate all’anno.

Secondo le accuse gli indagati avrebbero risparmiato migliaia di euro non classificando correttamente i rifiuti e avrebbero massimizzato i profitti esercitando attività che non avrebbero potuto svolgere. “Gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi”, si legge negli atti che raccontano di come all’interno dell’impianto di trattamento siano stati portati rifiuti indifferenziati “senza sottoporre gli stessi alla stabilizzazione della frazione organica”. Le carte parlano di spazzatura non classificata correttamente, un sistema grazie al quale sarebbero stati trasportati anche materiali non idonei nelle discariche di Roccasecca e Civitacastellana.

La Procura di Roma ritiene inoltre che siano stati prodotti scarti  da “rifiuti urbani indifferenziati con una dotazione impiantistica non adeguata al trattamento della frazione biologica, sulla base di un provvedimento autorizzatorio palesemente illegittimo equiparabile all’assenza di autorizzazione”. Il tutto grazie ad analisi non esaustive e a certificati ritenuti “non veritieri”, firmati dal titolare del laboratorio di analisi adesso indagato.

Si tratta dell’ennesima grana giudiziaria per la Tosini, già finita al centro delle inchieste sulla discarica di Monte Carnevale e sul tritovagliatore di Rocca Cencia. Questa volta però la faccenda rischia di creare l’ennesimo scompenso al ciclo dei rifiuti, visto che la Cassazione ha anche accolto il ricorso della Procura di Roma annullando il provvedimento con cui il gip e il tribunale del Riesame della Capitale lo scorso febbraio avevano respinto la richiesta di sequestro della Centro Servizi Ambientali Srl. Adesso il tribunale dovrà esprimersi nuovamente e il tmb potrebbe essere costretto a chiudere. (fonte roma.repubblica.it).

 

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