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Regionali, Zinga va via, voto forse a gennaio

Regionali, Zinga va via, voto forse a gennaio

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Dipende molto dal mio partito, io sono amministratore della mia comunità ormai da 14 anni perchè insieme abbiamo sempre vinto le elezioni. Sono a disposizione di un progetto politico, poi dipenderà dal gruppo dirigente del Pd”. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a Radio Rai 1 conferma tra le righe quel che agli addetti ai lavori è noto da tempo. In vista del voto alle politiche del 25 settembre, si candiderà per un posto al Senato. “La mia consiliatura è finita – ha poi aggiunto – perché dopo due mandati nel Lazio non ci si può ricandidare e personalmente penso che due mandati per un presidente di Regione siano sufficienti”.

“Sicuramente combatterò strada per strada per ridare speranza a questo Paese, che è la mia gente e la mia comunità. Ora c’è bisogno di non uccidere la speranza di potercela fare”. E qui toni sono già da campagna elettorale. Ancora da sciogliere due nodi per quanto riguarda la Pisana: quando si vota (la scadenza naturale era prevista per la prossima primavera, ma la candidatura di Zingaretti cambia le cose) e se reggerà o meno l’alleanza con il M5S, data la (brutta) fine del matrimonio a livello nazionale. “Abbiamo fatto insieme un bel percorso ma non ci sono, in questo momento, le condizioni per allearci perché verrebbe meno la credibilità di una proposta politica a questo punto” dice ancora il governatore del Lazio.

Il riferimento però, come ci confermano fonti qualificate della Regione, è alle politiche, non alle elezioni regionali, dove invece i grillini stanno lavorando per portare avanti la squadra di governo con i democratici. “Il progetto progressista del Lazio esiste già” ha detto giorni fa l’assessora alla Transizione ecologica Roberta Lombardi. Che a meno che le regole del Movimento – da sempre ballerine – non vengano ulteriormente modificate con deroghe al doppio mandato, non potrà ricandidarsi in Regione, né tentare la corsa al parlamento. “Resto a disposizione sia a livello del Movimento 5 stelle sia per la Regione” ha dichiarato ancora. E al momento sembra impegnata a traghettare il patto regionale fuori dal guado.

Altro nodo da sciogliere: quando si vota. Indiscrezioni raccolte da RomaToday parlerebbero di un ipotetico turno il prossimo gennaio. In questo caso il presidente Zingaretti si dimetterebbe dalla Pisana solo ad elezione avvenuta, quindi a ottobre, con il voto nella prima finestra utile ovvero 90 giorni dopo. Gennaio, appunto. Sembrerebbe questo lo scenario prevalente, specie perché lascerebbe ai candidati più tempo per la campagna elettorale. Possibilità che nella tarda mattinata di oggi ha trovato conferma nelle parole dello stesso Zingaretti. “Sulle mie eventuali dimissioni da governatore della Regione Lazio credo che anche per il rispetto della legge questo problema ce lo porremo dopo l’eventuale elezione al Parlamento se sarò candidato: sia perché lo prevede la legge in caso di incompatibilità, sia per non scaricare sul governo regionale e sui cittadini del Lazio fibrillazioni e crisi che non dipendono da noi, ma dal quadro politico nazionale” ha dichiarato a margine di un evento in Campidoglio.  (romatoday.it)

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