8 Dicembre 2022

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Ravenna, Ivano Fossati “insegnante” avvicina i giovani a Giorgio Gaber

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Nome di battesimo Ivano Alberto Fossati, genovese di nascita, settembre 1951. Vergine dello zodiaco, con tutte le implicazioni, prima tra tutte “Fantastico”. Non ultima, “mostro sacro” della canzone italiana d’autore.

Polistrumentista, eclettico, cantautore e compositore tra i più apprezzati in Italia, e non solo. Una carriera quarantennale, durante la quale ha spaziato tra svariati generi musicali. Il suo percorso è stato articolato, variegato, ma eterogeneo nella crescita, Ha proposto testi esclusivi per il folto pubblico e la schiera dei suoi estimatori fedelissimi. Testi sempre profondi, accompagnati dall’originalità delle musiche, create da strumenti, i più inusuali e meno conosciuti da lui usati in maniera sublime.

A un certo punto, la notorietà probabilmente lo ha infastidito, e Fossati è giunto ad un crocevia, si è ritirato nel 2011, decidendo di abbandonare il palcoscenico, ma non certo per camminare con il cane ai giardinetti, bensì per accrescere le mille sfaccettature emotive e culturali che fanno parte del suo complesso essere umano… incredibilmente umano.

Lui è una fucina di idee, così si è dato al ruolo di apprezzatissimo professore universitario, dando vita ad un ambizioso progetto, riscoprire “Giorgio Gaber”, e farlo conoscere alle nuove generazioni.

L’idea per attuare questo proposito, gli sarebbe venuta proprio confrontandosi con i suoi 40 studenti, all’università di Genova, nessuno di loro sapeva chi fosse il musicista scomparso, e cosa avesse rappresentato nel panorama musicale Italiano.

Della produzione di Gaber, quasi tutti i ragazzi, non ne sapevano nulla o quasi, contemplavano quell’inconsapevolezza come una carenza minore, accettata o data per scontata, per accorgersi in seguito di apprezzarne l’intera opera. Il merito certamente è stato del loro sapiente e coinvolgente maestro Fossati, che ha fatto riemergere il talento, che il signor “G” aveva rappresentato per le generazioni passate, ora riconosciuto anche da quelle attuali.

Alcuni dei vecchi brani di Giorgio Gaber, forniti dalla Fondazione a lui dedicata, incluso un inedito, sono stati restaurati e ripuliti dalla polvere e dai graffi sul vinile, per rinascere in una nuova versione che comprende 14 brani scelti tra i più celebri, compreso l’inedito, che dà il titolo al nuovo album ” Le donne di ora”.

Questo cantiere creativo, è nato sotto la direzione capace ed entusiasta di Ivano Fossati, che ha dimostrato grande generosità nel valorizzare un amico, dimostrando una straordinaria professionalità, e raggiungere l’obiettivo di far apprezzare il cantautore scomparso, a miriadi di ragazzi, multipli a piu’ zeri dei 40 primi estimatori nell’attualità. Celebrando così, quel professionista capace e discreto, che a detta di Fossati, praticava i teatri, più degli stadi, “perchè gli piaceva lavorare tutti i giorni,” come un normale impiegato. L’appuntamento con l’evento di presentazione di questo disco, ha fatto tappa anche a Ravenna, nella sede del Palazzo dei Congressi, con una partecipazione di pubblico di tutto rispetto, l’evento era molto atteso. Le aspettative non hanno deluso i presenti.

Ivano Fossati si è dato al pubblico muovendosi nella sala, pur con qualche difficoltà, dovuta alla penombra dell’ambiente, e a qualche difetto visivo, da lui stesso ammesso. Ha raccontato agli intervenuti, aneddoti riguardanti la sua amicizia con Gaber, e il ruolo sociale e culturale sollevato dalla canzone d’autore. L’incontro è stato arricchito da filmati e foto di repertorio, molte delle quali private o inedite, ( provenienti dalla Fondazione Gaber).

Tra questi si poteva scorgere una “Mina” in bianco e nero, insieme ad un giovanissimo Giorgio Gaber, uno scatto rubato durante una esclusiva tournè, di cui Fossati fu un privilegiato e raro testimone. Il cantautore ha raccontato che in quella occasione, il vero miracolo per lui, fu di poter ammirare i capelli ramati della cantante Cremonese, usciti come per magia e all’improvviso dalla TV, allora solo bicolor, su un palcoscenico reale, dunque tangibile.

Il musicista, ha puntualizzato con quella sua voce pacata, elegante, sensuale dal timbro esclusivo e lievemente affannato, il proprio rapporto con l’intera Opera di Gaber, e del legame dell’amico così inscindibile dal teatro, ma soprattutto ha sottolineato l’importanza di mantenere in vita il messaggio circoscritto nell’intera liturgia del signor “G,”senza voler trascurare l’attualità e l’importanza dei testi di quel cantautore, la cui voce, per merito di Fossati è tornata come nuova.

Maria Grazia Vannini

 

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