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Quando lavorare con Sgarbi era per Barelli “un onore”

Quando lavorare con Sgarbi era per Barelli “un onore”

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Sgarbi è sempre stato così, un provocatore, un politicamente scorretto nato,  non nuovo a dichiarazioni forti, provocazioni, cadute di gusto, si diverte da sempre a fare il reazionario (finto) con momenti di forte insopportabilità. Nonostante questo ( e mi chiedo anche io il perchè sinceramente, visto che esagera spesso) è tra gli opinionisti più cercati e più presenti in tv  e le sue ospitate, lo sanno tutti, sono del tutto imprevedibili, e spesso “esagerate”: ora questo la Frontini prima di allearsi  con lui alle comunali lo sapeva anche lei benissimo, evidentemente avrà preso misure e contromisure su come gestirlo se dovesse vincere le elezioni. E’ invece come al solito scomposta e da provincia depressa la reazione della cosiddetta sinistra (che nulla ha di tale) pd panunzian-lukashenkiana che, tramite il suo house organ ( che beneficia di sponsorizzazioni istituzionali non male, ricordiamocelo, decine di migliaia di euro all’anno probabilmente) tira fuori una finta indignazione da verginelle collegiali ed un moralismo da grandi magazzini cavalcando alcune dichiarazioni sugli omosessuali di Barbareschi e alcune  repliche del Vittorio ferrarese,  sicuramente di gusto discutibile e inopportune,  per attaccare l’intero progetto frontiniano ventiventino. Libero di farlo, il killeraggio giornalistico è ormai pratica abusata per liberarsi in politica di avversari e nemici, peccato solo che i grandi intellettuali omofili, i “Milk” di casa nostra dimentichino che lo stesso Sgarbi, ora messo all’indice da questi perfetti praticanti di etica senza macchie, fu ricercato, corteggiato, lodato e trattato come un nume tutelare quando Barelli e Michelini nel 2018 pensavano di ripresentare la candidatura di Viterbo come capitale italiana della cultura. Eppure il personaggio era lo stesso, quello di Sgarbi quotidiani, dei “giudici criminali” e di milioni di altre iperboliche espressioni. Perchè l’amministrazione Michelini allora tacque? Pubblichiamo di seguito una parte del contributo che pubblicò al riguardo l’arguto, compianto Andrea Arena su viterbonews in data 11/04/2016. (p.b.) 

 

…… gli  fa eco il collega con delega al Turismo e ai Grandi eventi Giacomo Barelli: ”Partecipare alla corsa per il titolo di capitale italiana della cultura 2018 con un grande valore aggiunto come Vittorio Sgarbi non solo ci onora, ma addirittura di entusiasma – dice l’artefice del successo viterbese ad Expo – Siamo convinti di avere tutte le carte in regola per centrare un ottimo risultato, facendo tesoro anche dell’esperienza e delle criticità del passato. Nei prossimi giorni invieremo un invito formale a Vittorio e spero che a breve venga a Viterbo per la conferenza stampa di presentazione di questa nuova avventura”.

 

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