Home Politica Povera Viterbo, ora a santificare il nonno-selfista Arena sono i suoi ex carnefici, tocca al webgazzettino stralocal, house organ di Magna Canepina Associated
Povera Viterbo,  ora a santificare il nonno-selfista  Arena sono i suoi ex carnefici, tocca al webgazzettino stralocal, house organ di Magna Canepina Associated

Povera Viterbo, ora a santificare il nonno-selfista Arena sono i suoi ex carnefici, tocca al webgazzettino stralocal, house organ di Magna Canepina Associated

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Se uno non sapesse come vanno le cose a viterbo abitualmente sarebbe sconvolto ad aprire certi giornaletti viterbicoli e a leggere di una improvvisa santificazione del sindaco Arena contro di cui  poco tempo fa lo stesso gazzettino aveva aperto una raccolta di firme miseramente fallita. Ma che volete fare, in una provincia ultra-depressa come questa,  dove lo squallore impera ed è bandito il rispetto dei cittadini e tanto più dei lettori, succede di tutto, anche che gli ex  carnefici innalzino agli altari il loro criticatissimo nuovo santo preferito, san giovanni dei selfie,  protettore dei berlusconiani di destra e di sinistra finta.

Eh sì, sant’Arena “pugnalato alla schiena  a sangue freddo”, fatto fuori con tanta crudeltà, secondo il popolo (ristrettissimo e favorevole all’inciucio fi- pd) del webgazzettino più umorale e stralocal dell’universo: come se l’ex sindaco, che tale rimarrà, non si fosse  recato a votare alle provinciali sotto il braccio di Marini, come se si fosse ricordato prima di esprimere con chiarezza la sua posizione ed il suo voto.

A me personalmente, neanche un mese fa, sotto il portone di palazzo dei priori, assicurò che mai si sarebbe schierato con una coalizione che non fosse stata quella di centrodestra che lo aveva fatto diventare sindaco: probabilmente diceva il falso con quel suo solito tono bonario che però sa essere a quanto pare estremamente ingannevole.

Ora la Magna Canepina Associated ha deciso che deve essere rivalutato in tempo record e ha sguinzagliato gli agiografi pennivendoli a scriverne come di un povero perseguitato.

Quando poi in realtà il suo ruolo meglio interpretato è stato quello di  gregario di partito, di primo cittadino senza storia e senza gloria, che non  ha altra scelta che continuare ad essere stipendiato dalla premiata ditta che lo ha già annullato come uomo e come politico.

(p.b.)

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