Home Politica Politica e partiti, Fioroni all’Huffington Post: “Se Joe Biden vira al centro, il Pd non può affogare nella sinistra”
Politica e partiti, Fioroni all’Huffington Post: “Se Joe Biden vira al centro, il Pd non può affogare nella sinistra”

Politica e partiti, Fioroni all’Huffington Post: “Se Joe Biden vira al centro, il Pd non può affogare nella sinistra”

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Il fatto che i sondaggi confermino la consistenza del Pd, ma non la sua carica espansiva, richiede che si svolga un esame accurato dei problemi. La discussione deve seguire i binari del realismo. Inseguire le astrazioni potrebbe essere pericoloso. Anzi, indubbiamente all’atto pratico lo è, pericoloso.

Dire che senza scissioni il Pd sarebbe oggi più forte è persino ovvio. Il problema è che qualcosa negli anni non ha funzionato. Troppi hanno abbandonato l’impresa di un partito che voleva essere nuovo, pensato e vissuto in origine come superamento delle divisioni tra diverse culture riformatrici. Questo clima si è perso. Alla fine, Imbarcarsi nella polemica sulla scissione di Livorno (1921), quando i comunisti si separarono dai socialisti, lascia francamente interdetti.

Chi viene dalla tradizione del popolarismo avrebbe interesse a operare in una compagine politica che fosse esente dal rimaneggiamento di polemiche tutte interne alla dialettica tra le opposte correnti della sinistra del secolo scorso. Del resto, la spinta rivoluzionaria dei filo-sovietici italiani contribuì a squilibrare i rapporti tra i riformisti dell’epoca, determinando l’incomprensione tra socialisti e popolari. Di questo, sciaguratamente, si avvantaggiò Mussolini.

Guardiamo al presente. Se il Pd si restringe alla sinistra, con la conseguente emarginazione dei cattolici popolari e dei liberal democratici, cancella per se stesso la figura di un moderno partito a base riformista. I sondaggi, non a caso, registrano l’incapacità a uscire dalla gabbia di antiche dispute ideologiche. Ma non era archiviato, il Novecento?

Dunque, mi  piace evidenziare, in un’ottica di maggiore aderenza ai problemi attuali, la novità della posizione di Joe Biden. Ancorato al centro, con programmi seri ed equilibrati, il candidato democratico continua a crescere nei sondaggi: a novembre, nella battaglia per la Casa Bianca, potrebbe raccogliere i frutti di questa politica antipopulista. È caduto, in sostanza, il teorema di un bipolarismo radicalizzato, tale cioè da contemplare, di necessità, una sinistra oltranzista in alternativa a una destra fondamentalista.

Qui sta la remora di chi osserva la minaccia di un avvitamento in senso romantico-assistenziale dell’attuale coalizione di governo. Un Pd che abbandona i ceti medi, più che mai frustrati dalla crisi, si vota al fallimento. Non coglie, in termini concreti, la lezione che viene dal confronto elettorale americano. Invece occorre farla, questa connessione, mettendo la barra al centro in funzione di una politica di risanamento e di sviluppo.

Il punto è molto chiaro. Una certa palude, simbolo della sinistra autoreferenziale, attira il riformismo nel gorgo dell’inconcludenza. L‘Italia, invece, aspetta di congiungersi al dinamismo dell’Europa. De Gasperi indicò la strada della ricostruzione post bellica dando al Paese la speranza di una grande mobilitazione di energie, filo occidentali e filo europeiste, così da unire la nuova e fresca democrazia allo sviluppo civile ed economico della nazione. Questo è il vero esempio – per altro un esempio di successo – che mette conto di vivere con fiducia, senza cedere al “mito della caverna” che condiziona purtroppo i veterani del socialismo.

(Giuseppe Fioroni- Huffington Post)

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