30 Settembre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Pd, i candidati in tutto il Lazio, c’è l’ex presidente Mazzoli

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Quello di Ferragosto per il Partito democratico è stato un giorno difficile, tumultuoso. La direzione nazionale chiamata ad approvare le liste di candidati alle elezioni politiche del 25 settembre è stata più volte rimandata, finché in tarda serata è arrivato il segretario Enrico Letta e si è giunti a una quadra dopo mezzanotte e mezza. Quadra che ha fatto storcere il naso a molti, ovviamente agli esclusi e a chi, come la senatrice uscente Monica Cirinnà, a caldo non ha ritenuto opportuno accettare la candidatura ritenuta scomoda, per poi tornare sui suoi passi oggi, 16 agosto.

Su Roma e il Lazio la partita si è conclusa con qualche colpo di scena. Uno dei nomi considerati sicuri, quello di Massimilian Valeriani, è rimasto fuori. Ma non per scelta del partito. L’assessore regionale a urbanistica, rifiuti e casa secondo quanto è stato possibile sapere, ha preferito restare a guardare e concentrarsi sul prossimo impegno elettorale, quello che porterà alla successione di Nicola Zingaretti alla Pisana. C’è chi sussurra che non si sia sentito sicuro dell’elezione. Altra scelta che per molti è da considerare inattesa riguarda quella di candidare Enzo Foschi nel collegio uninominale alla Camera nella circoscrizione Lazio 1 e nello specifico nei territori del III e V municipio. Il vicesegretario del Pd Lazio era tra i verosimili per un collegio plurinominale, non nelle prime posizioni. Difficile immaginarlo come nome forte in campo contro un centrodestra che agli uninominali potrebbe fare man bassa. Ma è successo e in qualche chat democratica la sorpresa è stata tanta.

Ma andiamo a vedere tutte le candidate e i candidati del Pd a Roma e nel Lazio alle prossime elezioni politiche. Per quanto riguarda il Senato, le voci dei giorni scorsi si sono confermate. Per quanto riguarda il plurinominale, nel collegio che comprende Roma, Ciampino e Fiumicino il segretario Letta ha premiato Cecilia D’Elia, subentrata in Parlamento a Roberto Gualtieri lo scorso gennaio. Nel listino la seguono il socialista Enzo Maraio davanti alla consigliera regionale Marta Leonori e al presidente del partito romano Sibi Mani Kuramalangan. Nel collegio delle province laziali c’è il senatore uscente Bruno Astorre capolista, con risapute chances di ripetere il risultato di quattro anni fa, seguito dall’ex segretaria Cisl Annamaria Furlan, l’ex portavoce di Renzi e deputato uscente Filippo Sensi (quello dell’account Twitter “Nomfup”) e infine la sindaca di Cantalice, paesino della provincia di Rieti, Silvia Boccini.

Ed eccoci arrivati ai collegi per la Camera, i plurinominali dove si sono infilati diversi “big” del partito. I capolista per il collegio Lazio 1 sono Nicola Zingaretti, Michela Di Biase e Claudio Mancini. Il presidente uscente della Regione ha quasi la certezza di entrare a Montecitorio grazie alla buona tradizione elettorale del collegio in cui è candidato, che abbraccia dal Centro Storico a Garbatella, passando per i Parioli e Montesacro. Se non sono fortini “rossi”, poco ci manca. Incognita per quanto riguarda IV, V e VI municipio, la periferia est che più di una volta ha scelto la destra di Meloni e Salvini. La consigliera regionale, ex capogruppo in assemblea capitolina – e recentemente al centro di una polemica legata al suo matrimonio con il ministro Dario Franceschini – ha avuto il suo territorio, quello del VII (è cresciuta all’Alessandrino e lì è stata consigliera per due mandati), insieme all’VIII (esclusa Garbatella) e ai comuni di Guidonia Montecelio e Velletri. Anche lei di possibilità ne ha parecchie. Mancini, deputato uscente e “deus ex machina” della candidatura e successiva vittoria di Gualtieri a Roma, attivissimo poi nella composizione della giunta, si gioca la rielezione nei territori che comprendono IX, X, XI, XII, XIII, XIV e XV municipio oltre a Pomezia e Fiumicino. Sarà candidato anche all’uninominale, più o meno nel medesimo territorio.

Tra i nomi noti che potrebbero anche non farcela in caso di debacle elettorale, candidati al plurinominale nel collegio Lazio 1, ci sono Marianna Madia, Andrea Casu, Patrizia Prestipino e Marco Vincenzi. Soprattutto Casu e Prestipino, entrambi deputati uscenti, si trovano rispettivamente in terza e quarta posizione nel collegio del centro. Per Vincenzi e Prestipino c’è però una seconda via: il primo, presidente del consiglio regionale, è il candidato all’uninominale nel collegio che abbraccia tutta l’area della Città Metropolitana. Prestipino, già deputata, si batterà contro il centrodestra tra IX, X municipio e Pomezia, zone che l’hanno vista nel ruolo di amministratrice municipale, poi eletta in Parlamento nell’ex collegio dell’Ardeatino. Marianna Madia è candidata anche nel Lazio 2 (Monterotondo, Viterbo, Rieti Civitavecchia), come capolista. Matteo Orfini è capolista per Frosinone e Latina, non il meglio auspicabile da parte dell’ex segretario del Pd Roma.

Passando all’uninominale per il Senato, ecco che rispunta Filippo Sensi per il collegio che comprende III, IV, V e VI municipio. Emma Bonino leader di +Europa ha ottenuto la candidatura nel Centro Storico (più Parioli, Monteverde, Aurelio, Roma nord e zona San Paolo). L’ex presidente della provincia di Viterbo, deputato uscente Alessandro Mazzoli si gioca la rielezione nel collegio di Rieti, Viterbo e di una parte della Città Metropolitana di Roma. L’assessora di Monte Compatri Serena Gara è il nome per i restanti comuni dell’ex provincia (tra questi Affile, Ardea, Fonte Nuova e Nettuno). Il sindaco di Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sergio Messore, si gioca l’elezione nel frusinate e a Latina. Monica Cirinnà, senatrice uscente, è stata designata per il collegio dei municipi VII, VIII, IX e X oltre a Fiumicino (dove il marito Esterino Montino è sindaco da 10 anni) e Ciampino. La notte tra il 15 e il 16 agosto ha rifiutato, poiché inserita in territorio “scomodi” e dati per persi da almeno due sondaggi. Oggi in Senato è tornata sui suoi passi: “Essere rieletti al collegio di Roma 4 sarà una battaglia difficilissima – ha premesso – . Farò la mia battaglia e lo faccio perché tantissime persone mi hanno chiesto di ripensarci”.   (valerio valeri/romatoday.it).

 

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