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Panunzi: “No” dialogo con popolari, Pd nella tempesta

Panunzi: “No” dialogo con popolari, Pd nella tempesta

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Stavolta il factotum del partito democratico viterbese, l’ex sindaco di Canepina Enrico Panunzi pare sia riuscito a far perdere la calma non solo al presidente della Regione ZIngaretti, ma anche al segretario nazionale Letta che gli avevano chiesto di aprire al dialogo con i popolari fuoriusciti dal Pd per rafforzare il partito ed affrontare il ballottaggio con qualche possibilità di più di vittoria.

I vertici nazionali dei democrats, che hanno conferito una importanza inaspettata alle comunali viterbesi, sostenendo in massa la candidata Troncarelli, ora temono la debacle e stanno cercando di correre ai ripari, ma cittapaese.it non ribattezzò a caso Panunzi il Lukashenko dei Cimini, essendo assai difficile con quest’ultimo avere un dialogo ed un confronto calmo e sereno.

Quindi, quando si è trovato a dover fare un passo indietro, il consigliere regione si è subito infervorato e si è rifiutato di compierlo seccamente, lasciando senza parole i dirigenti nazionali Pd che non pare l’abbiano presa benissimo, tant’è vero che Zingaretti potrebbe non essere presente alla chiusura di campagna elettorale.

La strada intrapresa dal pd a Viterbo era da anni in netto contrasto con le tradizioni cattolico-democratiche e socialiste del partito, propendendo per un liberismo sfrenato e la sola occupazione del potere in provincia.

Una scelta deleteria che ha allontanato i veri progressisti dall’area del partito, diventato riserva indiana di un unico gruppo di potere tetragono ad ogni contatto con i non iniziati.

Il fenomeno era molto vistoso ed inquietante, il pd nazionale sarebbe dovuto intervenire molto prima, invece che affidarsi alle veline stralocal panunziane.

foto latuaetruria.it

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