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Occhio al “guaglione e’ malavita” candidato

Occhio al “guaglione e’ malavita” candidato

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Eccetto questo blog, nessun organo di informazione locale ha scritto neppure mezza riga sulla probabile attinenza tra le inchieste della magistratura, alcune arrivate persino a sentenze di primo e secondo grado, inerenti le mafie che hanno operato, e forse ancora operano, su questo territorio e le elezioni comunali a Viterbo.

Nella famosa (e già dimenticata) indagine condotta dalla D.I.A. di Roma sulla mafia calabro-albanese-viterbese (i leggendari “quattro delinquentelli”, come li definì imprudentemente un vecchio e tuttora in lista politicante stra-local) erano emersi i nomi di due amministratori del comune di Viterbo (entrambi in corsa per le comunali), scritti nero su bianco in un rapporto stilato dai Carabinieri.

Un (ex) commerciante (con precedenti per spaccio di cocaina) coinvolto in una rapina a una gioielleria di Viterbo è stato inoltre candidato alle comunali viterbesi del 2018, senza per altro essere eletto, in una delle liste che componevano la coalizione uscita vincente (per poche centinaia di voti) dalle urne. Il processo è attualmente in corso e il suo ruolo all’interno dell’organizzazione criminale non è stato ancora sufficientemente chiarito.

Il vecchio e tuttora in lista politicante stra-local (sempre lui) giustificò l’imprudente candidatura con la bontà delle pizze impastate dall’ex commerciante. Una pizza, un caffè, un frullato o una pastarella a regola d’arte e sei subito in lista. Un metodo davvero singolare per selezionare i candidati.

Storie vecchie, obietterà qualcuno. Mica tanto. Il quotidiano “Domani”, proprio in questi giorni, sta pubblicando una lunga inchiesta a puntate sulla nefasta influenza della ‘Ndrangheta nel territorio laziale. Tra i nomi dei politici collusi con l’organizzazione criminale spicca quello di un parlamentare ed ex sottosegretario del basso Lazio che pochi giorni fa ha partecipato alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di una delle coalizioni che concorrono alle elezioni comunali viterbesi. Tutti si sono messi in posa con il discusso parlamentare ed ex sottosegretario. Niente di male, per carità. Poi però non si atteggino a vittime se presto o tardi qualcuno busserà alla loro porta per chiedere spiegazioni su tanta familiarità.

E poi, si sa, le campagne elettorali costano e se i soldi non li cacciano i candidati, qualcuno disposto a finanziarle bisogna pur trovarlo. Pecunia non olet: un detto latino valido anche per chi non ha frequentato il liceo, ma solo le anticamere della peggiore politica di malaffare.

A fronte di tutto questo, suonano un po’ paradossali le parole del presidente della commissione antimafia, l’ex grillino Nicola Morra, il quale, dopo aver compilato un’esigua lista di “impresentabili” (18 in tutta Italia) presenti nelle liste elettorali di questa tornata elettorale amministrativa, lamenta “che i partiti e i gruppi politici che un anno fa avevano deciso all’unanimità di sottoporre le liste al giudizio preventivo dell’Antimafia hanno deciso, sempre all’unanimità, di non avvalersi di questo strumento, tocca agli elettori selezionare, distinguere e censurare”.

La parola, dunque, agli elettori.

(Adolfo Coltano)

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