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Notorietà e consenso, la trappola per la Frontini

Notorietà e consenso, la trappola per la Frontini

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Capita di leggere alcuni giornali che non sanno più a cosa appigliarsi per far parlare di sè, per dire la loro sulla campagna elettorale per le comunali: il problema è che di analisi politiche approfondite neanche a parlarne, e allora via coi sondaggi un po’ paradossali, dove già è evidente chi vincerà e chi perderà. Ma ogni giorno poi, come fosse una condanna per il lettore già avvilito dalla grafica horror di certi gazzettini: e allora ecco che addirittura si commette un errore pacchiano per una statistica, confondere la notorietà con il consenso. In pratica non è detto che un personaggio molto noto per un significativo campione di popolazione, sia poi quello che ha il maggiore consenso: pensiamo, per quello che riguarda la politica nazionale a Renzi, lo conosce un italiano su 1 eppure è al 2%, bisogna stare attenti a valutare le situazioni e a creare i trend.

La Frontini che sembra in pole position per quello che riguarda la popolarità cittadina, in questa situazione già ha perso le scorse elezioni, quindi la scelta di alcuni gazzettini di sbattere sempre la sua proposta in prima pagina le scorse elezioni non ha pagato, i fatti sono questi e quelli contano. L’ultimo passo per la leader ventiventina dovrà essere quindi una comunicazione finale più accorata e diretta e un mix di competenza e maggiore empatia con l’elettorato, la visibilità è del tutto superata, è raggiunta, non ha più senso.

Questo per dire che raggiunta la popolarità i candidati sindaco dovranno convincere l’elettore a votarlo e non sarà un’impresa facile. Per nessuno.

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