Home Politica Non è ora per un silenzio assente e incomprensibile
Non è ora per un silenzio assente e incomprensibile

Non è ora per un silenzio assente e incomprensibile

340
0

L’alleanza cosiddetta di centrosinistra sta schierando una potenza di fuoco incredibile , ve lo abbiamo detto più volte, come abbiamo sottolineato l’inopportunità di una candidatura a sindaco di una assessora regionale: una anomalia che in qualsiasi altra città italiana non sarebbe passata inosservata e che nella sonnolenta e feudale Viterbo invece è stata considerata prassi normale (ci fu, episodica e timidissima, a dire il vero, una protesta iniziale della Frontini).

Un clima carico di tensione accompagna da mesi  la discesa in campo della Troncarelli, come se quello che è rimasto del pd e del fronte autodichiaratosi progressista (moderatissimo), guardasse alle comunali come alla battaglia della vita, o palazzo dei priori o morte.

Sappiamo sicuramente che  la posta in palio è alta per il Pnnr, ma una forza regional-comunale non dovrebbe avere bisogno di bombardamenti a tappeto per conquistare una città piccola piccola e piuttosto degradata, e avere la meglio su partiti in totale disfacimento.

L’unica che dovrebbe preoccuparsi seriamente di questo continuo, soffocante Troncarelli Show è la Frontini che è la sfidante ufficiale o come minimo la sua prima competitor,  che dovrebbe  con iniziative anche clamorose, con costanza e con dichiarazioni cariche di senso della sfida, sottolineare il suo essere alternativa alla candidata di sistema.

Una candidata di sistema ha i mezzi, le istituzioni amiche al suo fianco, può essere incalzata da una candidata comune mortale solo se quest’ultima possiede grinta, carisma, capacità decisionale, empatia con la cittadinanza, linguaggio fermo per dichiarazioni che restino impresse tra i cittadini, capacità di comunicazione diretta in qualsiasi momento con l’elettorato, simpatizzanti e avversari, uso dei social pronto e scattante, capacità di parlare al cuore dello spettatore, di interessarlo, di sconvolgerlo, di rassicurarlo.

La Frontini al momento, invece, se ne sta in completo silenzio, nonostante il periodo offra molteplici spunti per un intervento: il famoso, suddetto conflitto d’interessi,   la libertà d’espressione uguale per tutti, le pari opportunità di accesso alla cosa pubblica, la sanità locale al centro delle cronache, le pressioni che molti cittadini pare subiscano quotidianamente sui posti di lavoro per il voto, la crisi di sistema spaventosa che attanaglia Viterbo.

La Frontini ha illustrato il suo programma elettorale più volte, ma non è mai uscita fuori con le emozioni di donna giovane angosciata dalla decadenza etica, sociale, umana che ha colpito la sua città e che dovrebbe farla sobbalzare d’indignazione.

Ha usato bene il marketing politico, ha qualche incongruenza, ma anche qualche buona carta da giocare tra le sue fila: solo deve farci capire se si sente alternativa al pietoso stato di cose che stiamo vivendo: se ha idee per un salto di civiltà,  significativo, che liberi  Viterbo dalle brutture e da questa mancanza di regole indecorosa che la pervade.

Conosciamo la Frontini dinamica del  movimentismo sorridente, ora è giusto esca fuori la donna, la concittadina di tutti, l’anima che la sorregge.

(pasquale bottone)

(340)