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Musica, “Organismi”, il nuovo album di Ernesto Vitolo, l’appassionante ritorno di un musicista-compositore sopraffino

Musica, “Organismi”, il nuovo album di Ernesto Vitolo, l’appassionante ritorno di un musicista-compositore sopraffino

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Musicista storico dell’ormai mitico, primo  Naples power di svariati lustri fa Ernesto Vitolo ha caratterizzato con i suoi personalissimi interventi alle tastiere album e canzoni notissimi degli ultimi 40 anni di personaggi, come tra gli altri,  Pino Daniele, Teresa De Sio, Vasco Rossi, Renato Zero, evitando sempre il più possibile la luce dei riflettori e i diktat delle mode.

Sarà per questo che oggi passati i 60 anni ci regala ancora un nuovo disco (“Organismi”) pieno di invenzioni, di raffinati crossover, intriso di meditazione nostalgica,  ma anche di futuro, di sperimentazione, dove la tecnologia  non offusca mai l’invenzione musicale.

Un lavoro che parte da Napoli, ma che ha tutto un mondo intorno, dove i Weather Report incontrano Napoli Centrale, Joe Sample si affaccia sul mediterraneo, il rock progressivo fa capolino qua e là, la musica delle radici  diventa godurioso funky e spinge ad accenti tribal-dance insospettabili. Brani come “Fresh Garbage”, “Nosybe Child”, “Roots” bene esprimono questo humus cosmopolita che con il suo approccio alla musica sofisticato e tecnico quanto pieno di “anema e core” rende caldo e appassionante.

Splendido il momento sinfonico-cinematografico di “Swan song”, omaggio sentimentale ad un antico amore preso dall’infinito cassetto dei ricordi del compositore partenopeo (lo aveva scritto a 18 anni).  Un ritorno sopraffino quello di Vitolo,  che fa bene al cuore.

(pasquale bottone)

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