Home Politica Montalto di Castro, la nota, spending review, il vice-sindaco Benni taglia i costi delle “commissioni permanenti”, gli “alleati” 5 stelle e sinistra Pd gridano al “pericolo autoritario”: quando l’opposizione rifiuta la politica e si dà all’umorismo paradossal-grottesco
Montalto di Castro, la nota,  spending review, il vice-sindaco Benni taglia i costi delle “commissioni permanenti”, gli “alleati” 5 stelle e sinistra Pd gridano al “pericolo autoritario”: quando l’opposizione rifiuta la politica e si dà all’umorismo paradossal-grottesco

Montalto di Castro, la nota, spending review, il vice-sindaco Benni taglia i costi delle “commissioni permanenti”, gli “alleati” 5 stelle e sinistra Pd gridano al “pericolo autoritario”: quando l’opposizione rifiuta la politica e si dà all’umorismo paradossal-grottesco

0
0

Si sa che a livello nazionale Pd e M5s hanno un’intesa di governo regolarmente stretta su un programma ben preciso e non prima che la decisione fosse sottoposta all’approvazione virtual-popolare del popolo pentastellato. In Tuscia, invece, (“a  world apart”, come recitava un vecchio film) maggioranza pd (o meglio sinistra pd)  e 5s sembrano un corpo ed un’anima, amoreggiano al consiglio comunale di Viterbo, flirtano sottotraccia a Palazzo Gentili, evitano di essere belligeranti anche in Regione. Forse i pentastellati della Tuscia questa nuova fratellanza filo-piddina dovrebbero sottoporla ai loro elettori perchè il motivo di questa passione scoppiata tra di loro non si evince in maniera chiara e netta leggendo le cronache locali: l’ultimo asse piddin (o forse sarebbe il caso di dire post-diessin) pentastellato appare ora in tutta la sua maestosa incomprensibilità. Tutto nasce dalla decisione del sindaco facente funzioni-nonchè vice sindaco Luca Benni di eliminare qualche commissione permanente, due da nove elementi per la precisione che avrebbero richiesto maggior spesa alla collettività,  risparmiabile perchè il tutto può essere tranquillamente discusso in consiglio comunale con minor costi e uguale risultato di rappresentanza politica per partiti, maggioranza e opposizione. D’altronde Luca Benni, da quando ha  messo in piedi la nuova giunta, non sembrava aver assunto   sin qui  pose autoritarie,  invitando  tutto il consiglio comunale a proporre e partecipare alla vita amministrativa del comune, come se non fosse una sua priorità nè un optional per lui  negare la  libertà d’espressione a chicchessìa.  Ora invece Francesco Corniglia dei 5 stelle accusa il sindaco e la sua maggioranza di “schiaffo al diritto di trasparenza e alla partecipazione democratica”, di “profanare la festa della repubblica proprio il 2 giugno”, di aver trasformato Montalto di Castro in un “Principato” dove si fa peggio che a Predappio. Insomma, un caudillo vero e proprio, il Benni per il grillino.

Quinto Mazzoni (sinistra pd o post-diessina che dir si voglia) gli aveva fatto eco  parlando addirittura di “lockdown istituzionale” aggiungendo poi che la “nuova giunta tiene botta, così non si può governare”, “alza il muro contro tutti e soprattutto  contro i cittadini”.

Benni, un innalzatore di muri da era della guerra fredda, insomma, caspita però.

Sono parole pesantissime, emergenziali,  con una forte inconsapevole  carica comico-paradossal grottesca probabilmente ,che giustificherebbero da parte dell’opposizione una denuncia all’Onu, l’intervento dei caschi blu, il processo immediato a Benni per “ricostituzione del partito fascista”, la liberazione di  Montalto da parte dei nuovi partigiani piddin-pentastellati immediata con il coinvolgimento di tutte le forze democratiche presenti sul territorio.

Un vulnus istituzionale così drammatico non lo ricordavamo non solo in Tuscia, ma in tutta Europa, da decenni e decenni.

Eppure vediamo che nonostante un pericolo autoritario così evidente i due suddetti si limitano a scrivere un post su fb e non hanno chiesto neanche udienza straordinaria al Presidente Mattarella, la benedizione di Papa Francesco, un consiglio europeo ad hoc, l’intervento di Amnesty International, la mobilitazione di Antonio Gutierrez. Neanche una conferenza stampa di denuncia, un comunicato di “emergenza democratica” da inviare alle agenzie internazionali.

Nulla, solo un post su facebook di rilevanza locale, localissima.

Non sarà che in questi tempi di coronavirus abbiano visto troppi film in tv finendo per trasfigurare la figura del sindaco Benni in quella di Pinochet o di Amin Dada?

(p,b.)

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *