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Pressioni sul lavoro, “giallo” in campagna elettorale

Pressioni sul lavoro, “giallo” in campagna elettorale

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Ormai sembra assodato che negli ultimi mesi si siano verificati numerosi episodi di mobbing elettorale, ovvero di pressioni indebite su lavoratori pubblici di più settori affinchè si candidassero o addirittura non si candidassero in vista delle prossime comunali.

Ci sarebbero molti casi di minacce, ricevute da dipendenti,  di perdita del lavoro se non fossero state seguite le coordinate inviate dall’alto: tutto a vantaggio di candidati sindaci da appoggiare o addirittura da affiancare nel percorso fino al 12  giugno, con ingressi in lista obbligati.

Casi davvero di violenza psicologica di cui sarebbe stato a conoscenza il prefetto che non è escluso si fosse peritato di comunicarli a chi di dovere prima di trasferirsi a Terni, subendo per questo campagne colpevolizzanti possibili solo in un sistema chiuso e opaco come quello viterbese.

Eppure alcune voci sarebbero trapelate di possibili denunce partite di lavoratori vittime del mobbing elettorale, il riserbo è massimo, ma nulla è escluso, anche che la fine di questa campagna elettorale possa condirsi di imprevisti caratteri giudiziari.

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